Tutto normale…basta solo ascoltare…

Situazione tipica: mamma che intorno a sè ha solo chi le dice “eh no, piange perchè è affamato..” “il tuo latte non lo riempie abbastanza” ” forse hai un latte troppo povero…” e dulcis in fundo….”ma se passassi al latte artificiale”

Da dannnnn  Ecco in due righe come potete collaborare al fallimento dell’esperienza più gratificante nella vita di una mamma.

Può capitare che dopo qualche tempo dalla nascita il piccolo arrivo si dimostri irrequieto, piagnucolante e infastidito dagli stimoli esterni. Sembra voler chiedere solo di rimanere attaccato al seno e di ciucciare. La mamma preoccupata si chiede cosa possa succhiare dato che le poppate giornaliere sono aumentate e dismisura…! Si chiamano propriamente “scatti di crescita” ma io li chiamerei “scatti di languorino” (se poi tuo figlio si chiama Ambrogio siamo a posto….) Tornando a noi: nei periodi cui il bambino si dimostra irrequieto ci vuole far capire che è aumentato il suo bisogno di latte e di contatto materno…è cresciuto ed è ancora in crescita.

Statisticamente questi cambiamenti si verificano il quinto giorno dopo il parto, la quinta settimana di vita e durante il terzo mese dalla nascita…ma questo lo dicono i libri…non le mamme! Noi ne abbiamo da poco passato uno a 7 mesi e mezzo.

Il seno e la produzione di latte sono autoregolanti e il bambino è l’unico aiutante che abbiamo per far si che tutto si adegui alle sue esigenze. Attaccare il piccolo al seno ogni volta che lo richiede è l’unica cosa da fare. Anche se il seno sembra vuoto e la sfiducia la fa da padrone non ci si deve perdere d’animo. Attacchiamo la piccola pompetta!

NO ALLE AGGIUNTE!!!!

Attaccando al seno frequentemente il bambino ci aiuterà a regolare la produzione di latte, lui sarà successivamente gratificato e le acque si calmeranno. Sono periodi che vanno e vengono ma l’importante è PERSEVERARE SEMPRE.  Alcune persone ricorrono alle aggiunte di latte artificiale già dopo le primissime settimane di vita ma così facendo, a mio avviso, si rischia remare in controcorrente con effetti finali indesiderati: temine precoce dell’allattamento al seno.

Insomma ancora una volta bisogna avere la pazienza di sapere ascoltare, capire le esigenze un piccolo può comunicarci solo attraverso il pianto e il disappunto. Avere orecchie occhi e cuore in ascolto ci aiuterà a percorrere la strada che abbiamo scelto per il nostro piccolo con più facilità. Ancora una volta PERSEVERARE!

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