é tempo di parto indisturbato

Lasciatelo stare. Lasciatelo fare. Lasciategli il tempo.
Il sole si alza forse di colpo?
Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora?
Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità.

dal libro “per una nascita senza violenza” di Frederick Leboyer

Parole sante, poche ma sante. Per chi ha vissuto un bel parto il ricordo del tempo è un ricordo relativo, sfumato, non ben delineato e definito; per chi invece non lo ha vissuto bene, il ricordo del tempo che scorre è come di un qualcosa di interminabile ed infinito. Nei racconti le ore di travaglio che si dice di aver vissuto arrivano a toccare cifre indicibile, 20, 24, 30…assurdità. I prodromi da travaglio seppur dolorosi, servono alla donna e al bambino per entrare in una fase di assestamento dalla quale si può poi partire per il vero e proprio travaglio attivo. Come mai però a molte donne oggi non viene descritto questo momento come (azzardo il termine) piacevole?!? Troppe poche volte le donne si sentono rassicurate a proposito. Perchè lo spauracchio del tempo è sempre dietro l’angolo? “Ma quanto tempo ci hai messo?” “Ma hai fatto presto?” “Ma quanto sei stata dentro?”.

Chiunque stia compiendo un atto di amore, di qualsiasi natura esso sia, non bada di certo al tempo!

Poche volte, pochissime, viene raccontato il parto come un’esperienza positiva, che merita di essere vissuta appieno. Le statistiche dicono che il 15% delle donne partorisce senza dolore e che addirittura il 25% prova una sensazione paragonabile in tutto e per tutto all’orgasmo durante il parto. In tutti i due i caso però il denominatore è comune: parto non disturbato.

Un parto disturbato è un parto con un’andirivieni di persone dalla stanza, con una flebo inutile attaccata ad un braccio perchè si è scelto di avere l’analgesia epidurale, di avere il vociare di persone estranee che distolgono l’attenzione dalla nascita. Le conseguenze del disturbo possono essere così “efficaci” da bloccare completamente un travaglio avviato.

Quando si parla di parto estatico non si parla di fantasticherie stupide e vane di una mamma ma di una sensazione piacevole e piena di vita. Le fasi che caratterizzano questa nascita sono infatti quelle dell’orgasmo: eccitazione quando il corpo maschile e quello femminile si incontrano durante il concepimento, espansione dell’utero che accoglie il bambino durante i nove mesi di gravidanza, contrazioni uterine del parto e distensione dei muscoli uterini nel periodo del puerperio. Questo non può rimanere un evento raro! Sempre più donne dovrebbero arrivare alla nascita coscienti di poter vivere una delle esperienze più gratificanti della loro vita sotto tutti i punti di vista (assodato il fatto che in ogni caso il risultano ultimo è stupendo!). Ovvietà dire che non si parla di parto orgasmico o estatico nel senso pratico e comune ma come apertura e predisposizione. Per potersi aprire totalmente occorre privacy ed intimità, occorre aprirsi al proprio partner e vivere insieme un meraviglioso cammino. Se c’è amore viene prodotta ossitocina , se c’è amore c’è libertà di agire, la donna cammina, cambia posizione trovando quello che le aggrada maggiormente (la posizione eretta o accovacciata cambiamo e migliorano la percezione del dolore), se c’è amore la donna si rilassa tra una contrazione e l’altra e il corpo secerne naturalmente endorfine, un ormone che induce uno stato di trance e di relax, quasi un addormentamento ristoratore. Se c’è amore la respirazione è tranquilla e ritmica, l ‘effetto è benefico sul dolore, le spinte sono naturali e non forzate e il bambino ne gioverà.

Sono fermamente convinta che sia necessario parlarne e rompere quei clichè della nascita dolorosa  e difficile a tutti i costi. Si deve perciò rompere quell’alone di incertezza che sovrasta la nascita che come evento è assolutamente imprevedibile e differente di volta in volta. Almeno però ci si deve mettere nelle condizioni migliori…fiducia, intimità e rispetto. Il bimbo saprà prendersi i suoi tempi, rispettiamoli.

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