Sempre, comunque e ovunque

http://www.ilgiornale.it/news/germania-cacciata-bar-perch-allattava-figlio-sei-daccordo.html

Così dice questo articolo di qualche tempo fa: l’allattamento al seno è a rischio estinzione?

Su due piedi la domanda suona come una beffa per tutte quelle mamme che impegnano tante energie ed amore per nutrire i loro bambini di linfa vitale. Alcune volte l’allattamento al seno può non prendere il volo ma nel caso opposto invece si assiste a periodi anche molto prolungati di contatto materno-bambino. Come madre che allatta e che ha superato diversi ostacoli (ingorghi, mastiti, ragadi sanguinanti…) per farlo mi sento investita del dover divulgare quanto sia importante poter nutrire con amore e passione. Mi trovo spiazzata nel leggere l’articolo che ho riportato perchè ho ben chiaro in mente  la scena: occhi puntati addosso, sguardi pungenti, interrogativi, quasi cattivi…e tu..con un frugoletto appena nato tra le braccia ti senti in fallo, nel posto sbagliato al momento sbagliato, quasi sporca per aver commesso un atto per te normale. Ma per te. Così presa dal panico, ti alzi, stacchi il bambino velocemente dal tuo seno proprio quando la suzione era avvita, lui piange per l’inaspettato comportamento, tu cerchi di prendere le tue cose e barcamenandoti tra giacche, sciarpe, portafoglio e zaino esci ad orecchie e coda basse; o peggio ancora viene allontanata “gentilmente”.

Beh, posso testimoniare, che molte volte mi sono sentita molto a disagio perchè intorno a me gli sguardi bollenti penetravano la mia coscienza di mamma, il mio essere. Ho maturato però una consapevolezza, quella che mi hanno regalato i miei figli e la mia famiglia. Non compio nessun atto impuro se nutro mio figlio che vive di me.

Sarebbe bello raccogliere sempre più testimonianze di mamme che hanno raggiunto questa consapevolezza interiore e proseguono nel loro cammino imperterrite lasciandosi alle spalle commenti a sproposito.

Per non smentirmi mai riporto qui sotto una foto scattata sabato: gita ad Amsterdam sui canali cittadini. Latte di mamma.

Immagine

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5 thoughts on “Sempre, comunque e ovunque

  1. Mi chiamo Mirella, ho 51 anni e ho partorito 29 anni fa Davide, il marito di Enrica nonché papà di Arianna e Tommaso! Non ho allattato al seno perché sconsigliata dai sanitari in quanto già allora avevo una miopia grave ( difetto della vista). Diciamola tutta; a quei tempi le grandi aziende produttrici di latte artificiale si espandevano sul mercato e indottrinavano il personale sanitario che, voglio sperare in buona fede, ti consigliavano di lasciar perdere … “crescerà lo stesso!” , “ma guarda che capezzoli piccoli, non credere di poterlo attaccare con un seno così!” . E così senza aver capito bene le conseguenze della tua scelta ti ritrovavi con una serie di problemi che altrimenti non avresti avuto e che a parlarne oggi ti fanno sentire ancora più inadeguata. Cominciarono così i diari alimentari della giornata, il latte artificiale non era così digeribile come il latte materno e non si poteva allattare a richiesta; era necessario rispettare e non superare le dosi e il numero delle poppate ( che nome curioso per indicare un pasto di latte somministrato con il biberon!!!); la prima volta che il piccolo davide ha rigurgitato una buona parte del latte ho perso la bussola perché chiaramente lui poco dopo aveva fame di nuovo e io, madre giovane e inesperta, non sapevo se era meno peggio farlo piangere dalla fame o piangere per indigestione! Insomma, a farla breve i primi giorni sono stati un vero caos, senza contare che a circa 4 /5 giorni dal parto, mi arrivò la “MONTATA LATTEA” .
    Esperienza drammatica che con l’aiuto delle nonne e delle amiche ho superato; adesso posso ridere ma immaginatevi un seno di base contenuto in una taglia 3°/4° di reggiseno era diventato della 6°, giravo per casa con infilati dentro i mazzetti di prezzemolo fresco raccolto con la rugiada del mattino, il tutto fasciato stretto con delle bende di cotone! Per prendere in braccio il piccolo Davide dovevo allungare le braccia per l’ingombro di tutto sto materiale che portavo davanti, una roba da matti, per fortuna in pochi giorni è passata!
    Credo che la mia vista non sarebbe stata oggi peggiore se avessi avuto il coraggio di oppormi a quei sanitari che per ignoranza o peggio per interesse mi consigliavano di usare il latte artificiale anche solo perché “più comodo”; per fortuna oggi si è riscoperto l’importanza dell’allattamento al seno che non è solo un alimento diverso ma un modo diverso di vivere la maternità, che sono certa possa dare molte soddisfazioni.

    Un bacio e un abbraccio a tutta questa coraggiosa famiglia, Tommaso, Arianna, Enrica e Davide dai nonni Mirella e Giorgio!

    1. Uh, Enrica, sei ben fortunata ad avere una “suocera” = mamma di tuo marito (a volte la parola “suocera” racchiude in sè un retrogusto..) così aperta mentalmente da andare avanti!!
      La mia, nonostante io abbia messo su il gruppo di auto-aiuto allattiAMOlo! mossa da informazioni che ho acquisito e che desidero propagare a macchia d’olio (visto che Ferrara è la provincia dell’Emilia Romagna con la più bassa percentuale di mamme che allattano a 3 mesi!) non mi crede.
      Le volte che si va sull’argomento lei ritira fuori le vecchie dicerie “ti son tornate le mestruazioni, non hai più latte” “la guardia medica ti ha detto che dopo i 22mesi il tuo latte è acqua, lo sapevano tutti, si sa!” “mia madre aveva il latte velenoso” (!!!!)
      E se provo a dirle con dolcezza che purtroppo gli studi sul latte materno e sulla modalità in cui il seno produce sono recenti, lei storce il naso , radicata nel suo antico mondo….
      Peccato, mi dico io.
      Complimenti alla Signora Mirella!!!

      1. Ora la nonna Mirella stara’ gongolando! 🙂
        Il latte velenoso?!?! addirittura!!!!!! ???? questa mi mancava!
        Beh dire peccato forse e’ la soluzione ideale, tu vai avanti e peccato per gli altri! non si puo’ andare a genio a tutti quanti in modi ed azioni! Un abbraccio!

  2. Io ormai, soprattutto con la seconda bimba, ho imparato a non farci caso, se mi guardano ricambio lo sguardo e sorrido tranquilla… non so se è pura fortuna o che ormai mi conoscono, ma mentre con Alice (la mia prima bimba) in molti si prodigavano a dirmi come, dove, quando e quanto dovevo allattarla, anzi non allattarla (perchè si vizia, perchè è grande, perchè ha i denti, perchè ha già mangiato, perchè non sta bene… etc…) adesso in genere si limitano a guardarmi e starsene zitti, pur vedendo una pupona di 19 mesi (che tra l’altro sembra anche più grande)…

    1. Ciao Daria! Per fortuna che ci sono ancora mamme che allattano in pubblico! E perseverano, e perseverano e perseverano…solo così…forse…si potrà provare a cambiare qualcosa! La malizia sta davvero negli occhi di chi guarda…grazie per aver lasciato un commento!

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