Baby blues

 

Ricordo con nitidezza quella sensazione: hai tra le mani il più bel dono del cielo, la creatura che   hai tanto immaginato, atteso, sognato…le sue manine i suoi occhi sono li adesso…eppure…ti senti triste, la gola si chiude e un pianto singhiozzato esce quasi senza controllo. Ti senti un’ingrata, una stupida e non trovi una spiegazione a tutto ciò. Qualche giorno va meglio, qualche altro peggio, poi ritorna, e ritorna ancora. Quando tocchi il tuo corpo  ti senti terribilmente diversa, ti senti vuota, ti senti diversa dentro. Eh si, sei diventata mamma!  Penso alla prima doccia, penso alla prima volta che mi sono stesa a letto ” a pancia in giù”. Un attimo di esitazione mi ha portata a girarmi immediatamente sul fianco come se inconsciamente pensassi di portare ancora il mio bimbo in grembo ma quello che era per me un dato di fatto si era trasformato in una difficile realtà. Ero VUOTA. Se fino a quel giorno tutte le attenzioni erano verso la panciona che cresceva per accogliere e permettere ad una vita di essere felice, ora dovevo darle ad un bimbo in carne ed ossa che era li tra le mie braccia. Ogni gesto quotidiano riporta alla mente che per nove mesi sei stata un bellissimo contenitore di vita, ma che ora deve trasformarsi di nuovo. Lavare i piatti appoggiandoti al lavabo, ora puoi farlo molto meglio…non ti si sono allungate le braccia…ora puoi sollevare tranquillamente le borse della spesa e pacchi di acqua…non sei diventata Maciste improvvisamente….! Lo sforzo che una madre deve compiere nel REALIZZARE che tutto quello che è stato per 9 lunghi mesi ora non è più, è grandissimo. Prima bastava prendersi cura di sè, ascoltare i movimenti del piccolo, cantare, coccolarlo, interagire con lui, immaginarlo, sognare, ma tutto d’un tratto questa non è più la tua quotidianità. Sei immensamente grata al dono della maternità ma eppure non riesci ad esserlo  a pieno cuore. Il senso di colpa in questi momenti la fa da padrone e molte mamme perdono la fiducia in loro stesse e  nelle loro capacità. Ogni donna ha scritto dentro sè il perfetto manuale della buona mamma che non è quello che ci viene imposto, suggerito o insegnato, è quello che sentiamo. Il senso di inadeguatezza e delicata malinconia passerà perchè la forza nell’avere una stupenda creatura vicina sarà così tanta da far volgere quello che sembrava essere un tramonto in una nuova alba…quella della nuova vita insieme. E’ nata una mamma! La leggera malinconia e tristezza che avvolgoni i primi momenti insieme fa  parte del normale decorso del dopo-parto. NORMALE FISIOLOGIA. Guai a sentirsi DIVERSE.

Perchè spesso gli articoli che si trovano internet sventolano parole pesanti come SOFFRIRE.  Per esempio ne cito uno dei tanti

http://drmarilenaporcelli.bloog.it/baby-blues-ovvero-la-tristezza-delle-mamme-dopo-il-parto.html

“una percentuale tra il 50 e l’84% soffre di …”

Ma perchè? Perchè usare il termine sofferenza? Credo che invece si possa parlare in altri termini. Non credo che sia un periodo sofferto, bensì un periodo di assestamento e di scoperta. Ci si scopre piano piano come madri, si impara a prendersi cura del bambino in modo diverso, si impara a crescere ed affrontare un momento delicato in compagnia di un esserino che abbiamo creato noi stesse. Una madre nel puerperio prova sentimenti contrastanti e leggendo parole come “sofferenza” rischia di sentirsi ancor più anomala, rischia di sentirsi MALATA. Il dopo parto è un periodo molto delicato che ogni donna ha il diritto di vivere nel migliore dei modi. Un accompagnamento nel puerperio mano nella mano con il proprio marito, una doula, una madre o una sorella silenziose e sostenitrici, lascerà un dolce ricordo e ogni cosa riprenderà il giusto colore.

PERDERE la pancia non è una cosa da poco, è un cambiamento dell’anima e del corpo così importante da dover auto-concederci il santo tempo di ELABORARLO.

Una mano vicina, una persona che sta li, non chiede, non parla, ti guarda piangere e ti offre una spalla per farlo. Non sentitevi mai inadeguate, sfiduciate o peggio ancora affette da chissà quale depressione. Ogni cambiamento verrà da se, e il bambino nato è solo il primo grandissimo passo!

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