Affrontare un trasloco con i bambini

Non ricordo bene lo stato di ansia che si vive nel momento dello spostamento definitivo, vagavo in una semi-realtà personale che mi ero costruita ad hoc  per non crollare. Self-aid.

Quando si tratta di cambiare casa, la nota si fa dolente, soprattutto se è un’intera famiglia che deve muoversi. La parola chiave rimane ORGANIZZAZIONE: ma non sempre la razionalità ha la migliore. Ci sono tempi da rispettare e tabelle di marcia rigide da seguire per non incappare nel peggiore degli errori: farsi prendere alla sprovvista. Tutto viene pianificato per tempo nei dettagli, cosa deve andare dove, come impilare gli scatoloni, battezzare i beni necessari per il sostentamento nel periodo di transizione, eliminare il superfluo magari donandolo…e tutto mescolato da un’incredibile savoir faire che ci rende agli occhi dei nostri bimbi sempre allegri e felici nonostante dentro di noi regni il caos più totale.

Le abitudini vengono stravolte, le serate sul divano eliminate se il divano non c’è più, le cene tranquille diventano bivacchi occasionali in salotto con cena a lume di fornellino da campeggio, di televisione e cartoni animati preferiti nemmeno a parlarne e la scorta della dispensa uno strano e vago ricordo.

I bambini risentono del disordine, del caos attorno a loro e ai loro genitori che più che essere presenze attive e partecipi intorno a loro sono trottole alla sbaraglio. I pacchi creano disordini nella mente e vedere le proprie cose tanto care, chiuse dentro contenitori, non è facile da accettare. I punti saldi per un bambino piccolo sono pochi ma ben chiari: mamma papà (famiglia insomma) e la casa. I propri spazi esplorati nei minimi dettagli e conosciuti sono tutto d’un tratto vuoti ed anonimi…spersonalizzati. Senza i giochi una cameretta non è più la stessa, il lettino non basta, tutto è diventato diverso.

Così entra in gioco la tecnica ” scherziamoci su”; proponi al bambino di prendere ogni giorno come un giro dell’oca dove chi finisce per primo di inscatolare vince un bellissimo premio. I pasti rapidi e veloci possono essere all’insegna del pic-nic, magari in giardino, un piccolo non potrà che esserne felice. Le serate piene di favole inventate di sana pianta daranno libero sfogo all’immaginazione e i sogni saranno molto più imprevedibili ed entusiasmanti. Il bagnetto si trasforma nell’unico momento dove il bambino ritrova un pochino il suo ambiente, la vasca o la doccia sono sempre li, non si sono mosse, il piccolo riconosce la tranquillità della stanza e potrà così sguazzare tranquillamente. Beh come vedete gli aspetti positivi si possono trovare…!

Importante è non perdere il controllo di sè, non cambiare troppo i ritmi che scandiscono le normali giornate, quelle senza impacchettamento intendo. Dedicare tempo alle coccole, ai racconti e ai giochi. Un bambino potrà non trovare le proprie cose attorno, questo si, ma sa che li  accanto c’è chi lo ama, che per fortuna non è in una scatola! Sono momenti davvero difficili perchè risultano caotici, frenetici e molto stancanti. In ogni cosa però si può trovare un lato giocoso, una luce un pò bambinesca e fiduciosa, tante sfaccettature simpatiche come per esempio dare un nome ad una valigia, non avevamo dato Gigia, o mettere in ogni cartone una briciolina di pane per il topino traslocatore.

Le capacità di adattamento dei bambini sono indiscutibilmente fantastiche. La loro voglia di conoscere e scoprire sarà tale da far vivere ogni momento di tensione in modo più leggero, quasi spensierato. I bimbi corrono in ogni angolo per conoscerne i dettagli, si muovono curiosi e attenti.

La parte dura, davvero dura, è quella delle domande: “torniamo a casa?”. Non aspettatevi di non sentirvelo chiedere, ci saranno. Le parole per chiarire la situazione escono confuse perchè ora devi spiegare che la tua casa è cambiata. Ma come fare? Noi ci abbiamo pensato moltissimo, le parole non sono mai abbastanza e solo il tempo può esserci amico. I pensieri diventano più leggeri quando piano piano passando di velocità davanti alla “nuova” casa senti una vocina urlare: caaaaasa!  uffff sospiro di sollievo!

E’ impegnativo, come ogni cambiamento, ma si fa! Il gioco aiuta sempre, e perchè no, farsi aiutare nel chiudere prima e aprire dopo i pacchi sarà un modo per coinvolgere tutta la famiglia, piccoli compresi.

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