4 motivi per lasciarli liberi durante il pasto

Quanto è difficile per un piccolo cambiare modo di alimentarsi? Cosa rappresenta il cibo in quel momento per lui? Mangia per saziarsi, colmare un desiderio o solo per curiosità? E perchè invece rifiuta qualsiasi cosa gli viene proposta?

Sicuramente l’iniziazione all’alimentazione complementare non è un momento facile per un novello mangione. I sapori mutano di volta in volta radicalmente, le sensazioni di caldo e freddo sono variabili, il modo stesso di alimentarsi cambia moltissimo. Come rendere tutto questo meno traumatico e piacevole?

Innanzitutto premetto di essere a favore dell’autonomia e della sperimentazione in prima persona fin da piccini. In secondo luogo non sono a favore degli schemi rigidi e tabelle da seguire per cominciare ad avvicinare i bambini al cibo solido.

Sono molto favorevole ai paciughi, alle tappe raggiunte passo passo e alle mani nel piatto. Ed è proprio di mani che voglio parlare qui. Un bambino crescendo ha ogni giorno dentro sè la voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Gli occhi dei piccoli non sono mai sazi di novità e conquiste, si cimentano in tutto e da quel tutto traggono insegnamenti. E’ giusto perciò ostacolare queste avventure formative? Non sono una mamma perfetta, non ho sempre il pavimento lustro ma all’ora di pranzo lascio liberi di scoprire i miei bambini. Osservando i loro progressi ho capito quanto sviluppo ci sta dietro.

1 – Osservano attentamente il cibo mettendo a fuoco esattamente il pezzo da prendere: sviluppo delle facoltà visive, capacità di concentrazione e riflessione.

2 – Si avvicinano attentamente al boccone: sviluppo delle capacità motorie e di presa, sviluppo della coscienza di sè e della contestualizzazione personale.

3 – Avvicinando la mano con il cibo alla bocca sviluppano le capacità di presa e la propriocezione.

4- Masticando e deglutendo assaporano cibi e gusti nuovi imparando a scegliere e scindere cosa è buono e cosa no a seconda dei gusti personali. Questa possibilità di poter scegliere aumenta l’autostima.

Il ruolo del genitore in questo delicato passaggio deve essere di accompagnamento e supervisione esterna, senza interferire troppo con le volontà del piccolo.  Lasciare esplorare le mille sfaccettature dell’alimentazione è un nostro dovere ma soprattutto piacere! Vedere i piccolino appagati o al contrario nasini arricciati per il gusto amaro sarà anche per noi motivo di crescita e scoperta. Lasciamoli liberi.

 

 

 

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