15 ottobre 2012, giornata mondiale dell’alimentazione.

Oggi ricorre la prima giornata mondiale dell’alimentazione: all’Ara Pacis di Roma prendera’ vita “primo non sprecare” un light lunch contro lo spreso alimentare organizzato in collaborazione con Last Minute Market, lo spin off dell’universita” di Bologna, Caterpillar radio e lo chef Filippo La Mantia ai fornelli.

Verranno utlizzati cibi di recupero dagli sprechi e prodotti a chilolometri zero.

Lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo: mentre vi è la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% nei prossimi anni per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi nel 2050, nel mondo si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto. Se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe dare da mangiare, per un anno intero, a metà dell’attuale popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone.

Lo spreco alimentare riguarda tutti i passaggi che portano gli alimenti dal campo alla tavola e colpisce indistintamente tutti i Paesi del mondo: in quelli in via di sviluppo  ;6-11 kg pro-capite nel 2010 secondo FAO, e in quelli sviluppati  tra distribuzione, ristorazione e consumo domestico  sprecano 95-115 kg a testa, secondo FAO. L’Unione Europea con 180 kg pro-capite e l’Italia con 149 kg pro-capite risultano sopra la media dei Paesi sviluppati.

Questi dati preoccupanti portano dietro un continuo impoverimeto delle popolazioni arretrate e un continuo aumento dello spreco da parte cosi’ detti “sviluppati” che se forse lo fossero davvero avrebbero la sensibilita’ di avere a cuore un’alimentazione sana, ecologica, economica, sostenibile e solidale.

Un anno contro lo spreco e’ un’iniziativa realizzati da numerosi partener ed in collaborazione soprattutto con Last Minute Market, il quale opera in diverse regioni italiane e si occupa della prevenzione dei rifiuti e riutilizzo a fini sociali applicnado concretamente i principi del Km Zero e della filiera corta: si raccoglie e si consuma in una zona ristretta di territorio ed entro un raggio di pochi chilometri.

Tanto se ne parla e tanto si organizza ma ad oggi i risultati raggiunti possono contarsi sulle dita di una mano (forse).

Tutti nel nostro piccolo possiamo aiutare ed aiutare noi stessi attraverso autoproduzione, consumo critico e acquistando da produttori locali. Una piccola briciola che pero’ potrebbe restituire un gran pezzo di pane a chi ancora oggi non l’ha e sognerebbe tanto quelli che noi chiamiamo “sprechi”.

Vi rimando ad una ricetta carina che ho sperimentato il mese scorso per riutilizzare le bucce delle verdure e farne dolcetti davvero buonissimi!

Insegnare a non sprecare ai nostri bambini e’ il primo passo per l’educazione di un futuro adulto rispettoso di se’ e degli altri. Non dimentichiamoci che i primi laestri di vita dei piccoli siamo noi genitori!

 

Buon consumo a tutti!

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