Lasciare piangere il mio bambino lo aiutera’??? P A L L E!

Curiosando ho trovato questo articolo, ne sono rimasta allibita.

Non mi capacito, di come ancora, e ancora, e ancora, possano sorgere “teorie” di questo tipo, basate su cosa? Su ? Su sconforto e pianto dei piccoli. Non e’ possibile.

Evitare di prendere subito in braccio il bambino piccolo, quando piange, aiuta il piccolo a rafforzare il carattere e le madri a essere meno stressate o depresse.

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giusto, forse io vivo nel mio micromondo di madre felice, non lavoro in una multinazionale supermegalattica con uffici open space, non metto tacchi, non ho un’auto di lusso e non sono di certo la tipa che sfoggia trucco vistoso e minigonna, faccio la mamma, eppure, da mamma, a leggere queste affermazioni mi sento offesa.

Concentriamoci sulle parole

Evitare, una parola bruttisima, che significa schivare, allontanarsi, come se un piccolo bimbo in singhiozzi fosse qualcosa da cui prendere le distanze…

Aiuta , quando mai nelle relazioni sociali ed interepersonali l’indifferenza aiuta? Per non parlare delle relazioni genitori-figli?!? L’indifferenza puo’ a tutti gli effetti essere considerata una delle piaghe sociali dell’era moderna, dell’era di internet, tutti amici, tutti fratelli e poi nel vero momento del conforto, bisogn, nessuno si candida.

Rafforzare il carattere? I bambini nascono gia’ con delle naturali inclinazioni che il genitore dovrebbe sostenere ed assecondare. Sicuramente il piccolo sara’ grato a mamma e papa’ per averlo lasciato piangere nel suo lettino, cosi’, senza motivo, solo per uno scopo a fin di bene: rafforzare il suo carattere! Logico, non fa una piega!

Meno stressate e depresse, e’ noto infatti che dopo il parto le mamme siano contornate molto spesso da un alone di malinconia, di tristezza misto dolcezza che le accompagna nei primi giorni della nascita. E’ noto anche, che il cervello umano e’ programmato per reagire in un tempo limitato agli stimoli esterni come i rumori e i suoni. La velocita’ di reazione piu’ bassa ai suoni e’ stata registrata in risposta ad un pianto di bambino (vedi qui) Nel tempo di un batter di ciglio il nostro cervello ci dice che un bambino sta piangendo, cioe’ ha ascoltato, ha recepito, elaborato e mandato un messaggio ben chiaro in uscita che si presume susciti innoi una reazione. E questo cosa significa? Care madri, rimanete pure impassibili, vi fara’ bene, sarete piu’ serene, meno stressate…felici…anche se con un chiodo nel ceervello e spine nel cuore.

Mi limito a commentare solo questa frase che credo sia il riassunto della egregia teoria presentata. Non posso che ribadirle mie opinioni. Mamme fate cio’ che vi dice il cuore, siate consapevol di cio’ che fate, amare indiscriminatamente, coccolore, dare amore di pelle, non fara’ crescere figli senza autostima, senza coraggio o frignoni. Appena sarenno sicuri, saranno sazi di noi e dei nostri baci cammineranno da soli.

Un bambino che piange non fa i capricci, esprime un bisogno!

Non so voi, faccio la doccia, che magari rappresenta l’unico momento di relax puro della giornata, e sento il pianto dei miei figli, che in realta’ non c’e’. Succede anche a voi? Mi asciugo i capelli e ricapita, li asciugo ad intermittenza per controllare. Questo cosa significa? Che siamo “tarate” perfettamente all’ascolto. Perche’ non seguire cio’ che anche la natura ci indica, oltre ovviamente al cuore? Io non credo che questi metodi coercitivi e non tolleranti possano servire a portare giovamento ne’ ai genitori ne’ ai bimbi vogliosi di noi.

L’indifferenza e’ come il sale: secca le radici, rompe i legami, lesiona le relazioni sociali, figuriamoci in un rapporto di amore puro….

Ascoltiamoli e portiamoli sempre vicino al cuore.

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5 thoughts on “Lasciare piangere il mio bambino lo aiutera’??? P A L L E!

  1. ma io credo che ci sia da distinguere tra il pianto di un neonato ed i capricci di un bimbo già un pò più grande, forse si sbaglia a credere che già da così piccoli si possano adottare le stesse tecniche. Credo inoltre che sia giustissimo dare spazio alla nostra natura istintuale, magari meno giusto quando, nel momento in cui i bimbi crescono, alla nostra natura si aggiungono nostre insicurezze e bisogni magari un tantino distorti compresa la pigrizia di cedere ad un bimbo che ha imparato il fatto che a strillare ottiene (sempre) quello che vuole.

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