I Genitori che caricano i figli

Ci sono due tipi di genitori: gli uni non lasciano avvicinare il figlio; gli altri se lo mettono sulle spalle

Botho Strauss (Poeta tedesco contemporaneo)
Leggendo questa frase mi e’ subito venuto alla mente la nostra immagine. Mi e’ subito stato chiaro che tipo di genitori siamo e ho centralizzato chiaro davanti a me l’obiettivo a cui tendiamo.
Una scelta consapevole e coscienziosa ci ha portati a percorrere una strada insieme, questa strada di chiama FAMIGLIA.
Percorrere una strada uniti credo voglia dire portare con se’ amore, fatica, seccature, felicitia’ gioia ed emozioni senza sentirne troppo il peso perche’ ben distribuite fra tutti.
Credo che troppo spesso ci si lasci condizionare dai giudizi altrui, dalla opinione, dai cnsigli non richiesti. Proprio oggi ho incrociato una conoscente che tutta soddisfatta mi raccontava della sua vita ora, felice di essere mamma, ma felice di farla solo la sera perche’ durante il giorno, pur non lavorando, affida la piccola alle tate. “non ce la facevo piu’, era sempre con me, voleva stare in braccio, a letto con me, non poteva fare niente senza”. Ho esordito dicendo “che bello pero’…” . Silenzio.
Non penso che si debba per forza e in tutti i casi essere i soli ad occuparsi dei bambini durante tutti i giorni che fa Dio, sono scelte, io ho scelto invece di farlo per esempio, ma e’ stata una scelta. Penso pero’ che davanti ad una richiesta di amore non percepita ci siano due problemi di fondo distinti ma strettamente correlati: l’ascolto e il concetto di famiglia.
Ascoltare non vuol solo dire essere spettatore, vuol dire vivere. Vuol dire farsi carico delleinquietudini dei nostir figli e insieme camminare per affrontarle, ma non solo. Vuol dire essere pronti a tendere una mano, essere pronti ad ESSERCI e a portare sulle spalle i piccoli che NOI abbiamo deciso di mettere al mondo. Se siamo abbastanza maturi da scegliere di donare la vita perche’ non dimostrare loro di esserlo sempre? E se richiedono amore perche’ scegliere di allontanarli da noi? Non credo sia la soluzione, non credo sia un sacrificare prendersi cura di loro, non credo sia il caso di camminare in fila indiana. Preferisco a due a due ma con i piccoli in groppa.
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12 thoughts on “I Genitori che caricano i figli

  1. Che ti devo dire Enrica: mi piace tanto cosa scrivi e anche come imposti gli argomenti. C’è chi ti direbbe che il portare non ti fa + mamma di chi non lo fa, ma io penso che, al di lá del portare, fare un bambino in effetti non te lo ordina mica il medico, te lo cerchi tu (che la ricerca sia + o meno consapevole poco conta) e la frivolezza (o freddezza?) di certe donne/mamme mi lascia perplessa! E mi chiedo, ma se io avessi i soldi per lasciare mia figlia tutto il giorno con una tata, lo farei? Davvero riuscirei a vivere senza la mia creatura, non essendo neppure obbligata a lavorare?….. NO… proprio no, e forse sembra troppo, ma in 18 mesi da quando é nata, una sola sera io e suo padre l’abbiamo lasciata ai nonni per concederci un cinema, altrimenti o tutti e tre o niente! ………anche io ho conosciuto questo tipo di genitori di cui parla la citazione e il tuo articolo, e proprio non condivido questa visione di genitorialitá…..
    Ecco tieni conto che sono giá diventata fans del tuo blog e che ora…. non so quando mi ti togli di groppa!!! ahahaah ciaooo

    1. Ciao Marisel e grazie mille per i complimenti e per avermi lasciato un commento. Si, io sono dell’idea che di necessita’ si faccia virtu’ per cui se mamma e papa’ devono lavorare allora non si discute, ci si dovra’ rivolgere ad altri per far compagnia ai piccoli durante le giornate, ma, se una mamma o un papa’ hanno la possibilita’ di passare gran parte della giornata con i propri cuccioli, perche’ non farlo? Forse perche’ troppo impegnativo? Forse perche’ e’ un incarico di resposabilita’? Bah, a chi agisce la scelta ma non mi trovo in linea con questa decisione! Grazie ancora!

  2. Ciao, la mia piccola ha solo 5 mesi e io non riesco e non riuscirei mai a stancarmi da lei!
    Per fortuna lavoro in proprio come progettista x cui posso “permettermi” di accudirla ancora per un bel po’, di portarla al lavoro con me fino ai 3 anni almeno.
    Certo vorrei poter non lavorare, ma qui in Italia non è davvero possibile, se poi sei una P.IVA come me non hai nessuna tutela… Devo ancora “riscuotere” i 3 mesi di maternità post-parto, ma pago le tasse e ancora non ho ricominciato a lavorare xchè voglio stare con mia figlia! intanto mi piange il cuore a pensare che a breve dovrò ricominciare, xchè non posso più permettermi di stare senza lavorare visto che i soldi stanno finendo…
    Non voglio pensare che dovrò lasciare mia figlia, che so, a mia mamma, soprattutto perché lei non capisce questo mio voler mantenere il contatto con la piccola, secondo lei e secondo molti il mio è un attaccamento morboso, secondo me semplicemente la amo!
    Magari potessi chiudere la partita IVA e dedicarmi solo a Marlene!
    Beh, un po’ ti invidio che puoi farlo! ❤

    1. http://www.professionemamma.it/professione-mamma/i-racconti-di-laura-itinerario-pedagogico/588-lesogestazione-limportanza-del-contatto-madre-bambino.html

      Questo articolo lo posto qui per Zenzerita, perché mi ha commosso, e perché così avrá degli argomenti per affrontare sua madre e questi stupidi pregiudizi sull’attaccamento!!!
      Tanti auguri e in bocca al lupo per il tuo rientro al mondo del lavoro… FORZA si riesce a combinare se c’è la volontá!

      1. Zenzerita ciao e benvenuta! Come ho detto gia’ ad alcune di voi mi sento una privilegiata e ne sono coscente. Quello che vorrei dirti e’ che purtroppo difficilmente la sintonia tra generazioni trova un accordo totale sull’accudimento dei figli. Stai serena, cerca di basarti sulla qulita’ e vedrai che tutto andra’ per il verso giusto! Grazie mille per aver condiviso il tuo pensiero!

  3. Noi sono tre anni che ci dedichiamo a loro (anche se lavoriamo e a 13 mesi la mia bimba grande è andata al nido, un nido favoloso con educatrici fantastiche per fortuna!), e da quando è arrivata Arianna l’impegno è costante 24 ore su 24! La sera la grande non va a nanna prima delle 10, la piccola la segue a ruota e io crollo a nanna distrutta, per essere svegliata, tra una e l’altra, dalle 10 alle 15 volte per notte… l’intimitá di coppia non esiste più… I nonni abitano a 100 km, quindi mai un cinema o una cena a due nel week end. Io amo le mie due creature più della mia vita, amo stare con loro a fare le costruzioni sul tappettone, amo cucinare con la grande anche se poi la cucina è un disastro, ma… ogni tanto vorrei prendermi una mezza giornata di ferie da questa stupende ma impegnative datrici di lavoro! Oggi pomeriggio andrò per due ore ad un corso, lascio le bimbe al papi e sapete una cosa??? Non vedo l’oraaaaaaa! Sono una cattiva mamma? Bo, può essere 😦

      1. Perfettamente d’accordo con Marisel! goditela eccome! Poi e’ ovvio, anche io quando son fuori penso continuamente ai bimbi, a cosa fanno, a se mi penseranno, a se avranno “bisogno” di me. Beh e’ del tutto normale, siamo innamorate! 🙂

    1. Ciao Rossella! Cattiva mamma???? Non dirlo nemmeno! Essere mamme e brave mamme credo non voglia dire annientare ogni interesse extra famiglia. Credo invece voglia dire essere presente, amorevole e positiva quando si ocndividono momenti insieme! Se non si ha mai una valvola di sfogo extra si rischia forse per scaricare qualche tensione tra le mura domestiche per cui benvengano le uscite! 🙂
      Raccontaci del tuo corso!

  4. Mi sono divertita molto, rilassata, imparato cose interessanti e divertenti, ma che bello rientrare e salutare Valentina dalla vetrata, vedere il suo sorriso quando mi ha vista!!! È Arianna era a nanna, appena si è svegliata me la sono stretta al seno, avevamo tutte e due voglia di una bella poppatina :)))

    È stato un corso di stamping, la mamma di un compagno di asilo di Valentina fa questo come hobby. Abbiamo fatto un bellissimo bigliettino di Natale 🙂

    Grazie, Rossella

  5. Che bel post!
    Io ho portato mio figlio per tutto il suo primo anno, e si è creato un legame davvero speciale. Spesso le mamme pensano ai giudizi ed ascoltano i consigli non richiesti, quando basta ascoltare il cuore!

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