Ai miei bimbi piace il phon

I genitori lo sanno per esperienza e anche la pedagogia insegna, che i bimbi ricordano benissimo parole che rievocano suoni, immagini, sensazini ed emozioni.

Faccio un esempio, se dico cavallo e il giorno prima siamo stati al maneggio anche il piccolino inizia a fare “clap clap clap” con la lingua, mi fa capire che ha colto! Se dico andiamo in macchina, appena partiamo sonanti “brum brum” ci accompagnano. La parola “nanna” rievoca il sonno e la tranquillita’. Il rumore dei piatti e delle pentole fa pensare direttamente al momento della “pappa”, appena inizio a preparare via che mi girano attorno! Se dico “ba ba” il piccolino si mette in attento ascolto perche’ sa che un cagnolino sta abbaiando e cosi’ succede per tante altre azioni quotidiane che compiamo senza dare troppo peso ma che per i bimbi sono diventate routinarie, importanti e rievocative.

Questo succede fin da piccini. Amavo allattare sempre nello stesso posto del divano, a destra, e loro sapevano, capitava il pianto e se eravamo in casa, appena mi accostavo al divano il pianto cessava. L’immagine del divano rievocava sensazioni piacevoli e direttamente collegate all’allattamento e questo portava giovamento ancor prima della poppata.

Ma prima della nascita cosa succede? I bimbi sentono i rumori della vita quotidiana, le voci, le musiche? Percepiscono gli stati d’animo e il loro mutare attraverso il battito del cuore della loro mamma?

Sono fermamente ed assolutamente convinta che la vita uterina abbia un suo svolgersi abituale, attendo agli stimoli ed ai cambiamenti. Il piccolo nella pancia e’ in grado di captare e percepire suoni, movimenti, stati d’animo. E se uno o piu’ di questi sono correlati?

Io adoro asciugarmi i capelli, da sola si, ma ancor di piu’ se qualcuno lo fa per me. Ricordo che il momento del fine doccia me lo gustavo incredibilmente, tempo per coccole, per far volare via i pensieri e per poter rilassarsi. Stavo li seduta fino ad avere i capelli extra secchi e roventi ma non volevo assolutamente smettere. I grattini alla pancia, gli occhi che si chiudono. Un vero relax.

Bene, tutte le mamme si chiedono ai primi bagnetti, posso usare il phon con il piccolino? Gli dara’ fastidio? Sara’ troppo caldo? Siccome anche io non differisco dalle altre in termini di domande, ho provato, e con mia grande sorpresa il phon e’ stato davvero un amico! Il fine bagnetto e’ un momento felice, per calmarsi dai giochi acquatici, per guardarsi negli occhi vicini vicini e rilassarsi. Stanno li, fermi a sentire il venticello che accarezza i loro capelli, si asciugano vicendevolmentee si scambiano sorrisi dolci.

Che sia il ricordo delle mie asciugate goduriose in gravidanza? Mi piace proprio pensare cosi’ e piu’ ci penso e piu’ me ne convinco. Sono certa che nei mometi di condivisione totale e simbiotica, madre e figlio si scambino molto di piu’ di una carezza e nutrimento, si scambino sensazioni sottili, stati d’animo, emozioni. Pensiamo al momento del parto, se la madre e’ impaurita il battito cardiaco aumenta e quello del piccolo a sua volta, se la madre si sente agitata il piccolo si muove parecchio al contrario sta bello accoccolato al caldo e tutto procede tranquillamente.

Il cordone ombelicale fa da tramite tra una placenta empatica e piena di emozioni ed un corpicino in grado di assorbirle ed elaborarle creandone parte di quella che sara’ la naturale inclinazione caratteriale del nuovo nato.

Ci credo, e ne sono certa, a loro piace il phon come piace a me. E quando mi asciugavo i capelli pensando a loro lo sentivano, elaboravano ed immagazzinavano amore che ancora oggi si rievoca ogni volta dopo il bagnetto!

 

 

 

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4 thoughts on “Ai miei bimbi piace il phon

  1. Leggo il tuo racconto e penso a come ogni cambio del pannolino dei miei bimbi è accompagnato dall’uso del phon per asciugarli bene, per coccolarli bene. Per il nostro primo bimbo abbiamo usato il Phon anche quando avevamo difficoltà a farlo addormentare, la nostra ipotesi è che il rumore del Phon possa forse fare ricordare i rumori che sentivano nella pancia…

  2. Ieri c’è stata la festa di Natale nella scuola materna del mio primo bimbo, tutti emozionati siamo andati insieme alla sorellina di due anni, ma la nostra Laura di un mese abbiamo scelta di affidarla al nonno. Con un po’ di magone sono uscita da casa, sapevo che nelle nostre ore di assenza Laura avrebbe pianto, e non sapevo se le braccia del nonno sarebbero bastate…, ma avevo dato al nonno il suggerimento giusto: stenderla sul fasciatoio e accendere un po’ il Phon per farla rasserenare… Ha funzionato ; )

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