Lotus Birth, cos’e’, com’e’, si puo’? Una mamma ci racconta la sua esperienza.

Ciao a tutti, oggi qui ospito una mamma che ha deciso di condividere la sua stupenda e meravigliosa esperienza di nascita, una poesia di amore e tranquillita’ che ha assaporato fino in fondo. Ecco qui come ci racconta la sua esperienza di accoglienza con il LOTUS BIRTH.

Cara Mammerri grazie di darmi la possibilitá di raccontare l’esperienza della nascita Lotus nel tuo blog, che trovo bellissimo e pieno di quella dolcezza che vorrei ci fosse in ogni mamma, in ogni famiglia e che sia tra i primi doni che facciamo ai nostri bambini. Il nostro primo dono a nostra figlia è stata la sua nascita, avvenuta tra le mura di casa, in un ambiente sereno, con musica rilassante, luci soffuse, la presenza di papá, di tre brave ostetriche, e di Rossana, una cara amica che mi ha fatto da doula!…il secondo dono è stato il LOTUS BIRTH.

Per chi non sa nulla di questa pratica consiglio la lettura del libro ” Lotus Birth: il parto integrale Nati con… la placenta!” di Shivam Rachana. O la visita di questo sito: www.lotusbirth.it

Sono incappata per caso in questa pagina di internet che parlava di Lotus Birth, e visto che ero al primo figlio e tutto era nuovo ero molto interessata ad approfondire, così ho ordinato il libro di cui vi lascio la descrizione per meglio capire:

“Lotus Birth” è un antica pratica di parto che si va riaffermando nel mondo intero, consiste nel non recidere il cordone ombelicale e nel lasciare il bambino collegato alla placenta dopo il secondamento, fino al distacco spontaneo, da tre a dieci giorni dopo la nascita. Il feto e la placenta si formano dalla stessa cellula, quindi sono una cosa sola; se non separato artificialmente da questa parte di sé, il neonato godrà di un sistema immunitario più robusto, perché tutta la forza vitale contenuta nella placenta e una considerevole quantità di sangue potranno essergli trasmesse compiutamente attraverso il cordone. Anche i bambini che nascono con il cesareo possono beneficiarne. È stato dimostrato che il taglio prematuro del cordone, così com’è praticato oggi, è un trauma; a riprova di ciò, i bambini che nascono con il Lotus Birth sono visibilmente sensibili al fatto che il cordone o la placenta vengano toccati: nel cordone dev’esserci quindi ancora una forma percettiva. Inoltre, nel caso in cui la gravidanza sia accompagnata da traumi emotivi o stress per la mamma, i bimbi nati con il Lotus Birth non mostrano segni di stress residuo, sono calmi e ben centrati:insomma, nati con… la placenta.

Devo premettere che noi abbiamo fatto una scelta piuttosto contro corrente nel complesso: io e mio marito abbiamo voluto il parto a domicilio, e il Lotus Birth é stato possibile anche grazie a questa scelta….(peró devo dire che se il parto fosse finito in ospedale ci avevano consentito il Lotus)….. si potrebbe discutere oreee e ore su quale sia il posto migliore dove/come far nascere un bambino, ma qui io non ho alcuna intenzione ne di invogliarvi a tali scelte ne a promuoverle, vorrei non doverle difendere, ma solo raccontarle.

Il parto a casa é andato benissimo….poche ore, molta determinazione e Agatha é nata con un bel vagito urlante, dopo averla presa in braccio, averla guardata e averla portata al mio seno, in pochissimi minuti è nata anche la sua placenta…. Un infinito momento di dolcezza e intimitá nella nostra stanza, e la nostra bellissima bambina tra le braccia, lei e la sua placenta. Inizialmente mi ha fatto un po’ impressione vederla, ma dopo che l’abbiamo sciacquata é andata molto meglio. Tenevo in braccio io la piccola, e dopo tutte le coccole, la tetta, e i maledetti punti, con l’ostetrica piú giovane che teneva la placenta, ci muovevamo in sincronia, (per fortuna il cordone era piuttosto lungo) e dopo averla sciacquata l’abbiamo asciugata con un panno di cotone, e posta dentro a un colapasta (!!) per essere sicuri che asciugasse bene e poi in un sacchetto di stoffa che io stessa avevo confezionato.

Non era passata neppure un ora e il pediatra è venuto a visitare Agatha, l’ha trovata benissimo lei e la sua placenta. Questo dottore é molto in gamba, e mi ha lasciata molto tranquilla il fatto che appena saputo della nascita sia venuto a trovarci…ha confermato che ormai era ora che nascesse perché la placenta sembrava invecchiata, e infatti dal lato in cui era attaccata al mio corpo era visibilmente “screpolata”.  Il resto del pomeriggio e della notte é seguito nella totale contemplazione della nostra creaturae della placenta non ricordo nulla! Mamma e papá hanno ricevuto le visite di pochissimi intimi, ma nessuno si è sentito di prenderla in braccio visto che aveva la placenta attaccata a sè… e questo dal nostro punto di vista era meglio, perché non volevamo sballotarla troppo… Ma per noi era una sensazione di naturale svolgimento delle cose e il fatto di vedere la bambina che da sotto la maglietta usciva il cordone ombelicale che arrivava fino a questo altro pezzo di lei….beh non ci faceva sicuramente ribrezzo, ma anzi, come viene spiegato meglio nel libro che ho menzionato, il Lotus Birth consente al bimb@ di non subire un trauma eccessivo nel momento del primo respiro, e dona forza vitale e sangue al neonato, per cui ci sentivamo di aver fatto la nostra migliore scelta. Ci eravamo preparati a questa scelta e sapevamo che semmai le cose fossero andate diversamente, ovvero il parto fosse finito in ospedale, avremmo potuto fare il Lotus ugualmente, perché avevamo insistito per questo nostro diritto e le ostetriche ci avevano apoggiato!

Per le questioni pratiche devo dire che ci vuole solo attenzione a che il cordone ombelicale non secchi in una posizione che possa graffiare la pelle delicata della bambina, per cui abbiamo fatto molta attenzione a questo e a non staccare noi involontariamente il cordone, ma Agatha ha mostrato il suo carattere esuberante e spiccio in brevissimo tempo, e al terzo giorno, nonostante tutti i nostri sforzi, ha staccato il cordone con un movimento netto e con mio grande stupore!! Si è girata e si é staccato! Eravamo contenti, felici anche di vedere che non c’era ombra di trauma in questo evento, l’ombelico poi era completamente sano, non abbiamo dovuto fare alcun medicamento, perché non c’è stato alcun taglio.

Ringrazio ancora la mia curiositá che mi ha fatto arrivare a scoprire questo tipo di nascita che, a nostro avviso, rispetta in toto le esigenze del neonato.

Per contro il Lotus impedisce la donazione del cordone, ma sinceramente abbiamo optato per dare a nostra figlia ciò che era suo di diritto e tutto il bene che c’era in questo prezioso organo che è la placenta, è andato alla sua proprietaria…. quale regalo potevamo farle, migliore di questo, dopo solo 3 minuti dalla sua nascita?

 

Grazie mille cara mammma Marisel per aver condiviso con noi questa bella esperienza di nascita dolce ed indisturbata! Tanti abbracci!

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13 thoughts on “Lotus Birth, cos’e’, com’e’, si puo’? Una mamma ci racconta la sua esperienza.

  1. SPLENDIDO!
    La curiosità di una madre in attesa, la voglia di prepararsi per accogliere con amore una nuova vita consentono di operare scelte naturali che oggi sono paradossalmente controcorrente, ma che credo e spero si stiano diffondendo sempre di più.
    Il mio dolce benvenuto ad Agatha!

    1. Grazie Mammamari! Agatha è arrivata ormai da 19 mesi! E riflette tutta l’energia che la placenta sembra averle dato!!!!! Dolce benvenuto alla tua piccola, che dal tuo bellissimo racconto ho capito che è arrivata da poco! Stella! tanta gioia per voi!

      1. Grazie Marisel! Laura ha compiuto adesso una settimana e sono felice per averle potuto regalare qualche momento in più di tranquillità e dolcezza. Complimenti vivissimi a voi per la scelta meravigliosa che avete compiuto per la nascita di Agatha!

  2. Che bello! Sono capitata qui per caso, ma mi sono proprio goduta questo post! Io ho due figlie di 26 e 17 anni, e i metodi di parto alternativi mi hanno sempre molto interessato, anche all’epoca della nascita delle mie figlie.
    Ho partorito in ospedale, e non è la via giusta. Spero che le mie figlie scelgano quando sarà il momento metodi più naturali, e spero che questi metodi si diffondano sempre di più.
    Sono stufa della medicalizzazione della nostra vita, e sto portando avanti questo con l’alimentazione, infatti sono diventata vegana da qualche mese.

    1. Ciao Maryonn!Grazie per esser passata di qui ed averci detto la tua, la nascita comunque sia e’ sempre un evento affascinante ed incredibile ma NON deve mai essere subita. Le donne, i padri, la famiglia deve poter accogliere la nuova vita con conscienza critica e spirito di scelta! Grazie mille e torna a trovarmi!

      1. Grazie a te, per la tua risposta.
        A dire il vero non l’ho mai subito il parto, perché l’ho sempre ritenuto una cosa naturale, mentre altre donne hanno preferito, e preferiscono tutt’ora, mettersi totalmente nelle mani dei medici, magari chiedendo di fare un cesareo ad ogni costo (l’ha fatto una ragazza che abita vicino a me).
        Avrei però voluto scegliere un tipo di parto alternativo, purtroppo non è stato possibile, per varie ragioni.

      2. Maryonn e per fortuan che c’e’ chi come te prende il parto come in effetti e’ : per la cosa piu’ naturale che ci sia! A volte e’ vero, le cose non vanno come si era speravo o come era stato pianificato ma credo che sia comunque bello porsi nei confronti della vita in modo partecipe! Grazie ancora! Un abbraccio

  3. Vorrei offrirvi un piccolo frammento del racconto della nascita della nostra figlia, arrivata proprio domenica scorsa. Dovendo partorire in ospedale ho comunicato alle dottoresse che era nostro desiderio aspettare il secondamento e soltanto dopo procedere al taglio del cordone. Ci siamo scontrati con le risatine dei medici, con i commenti fuori luogo: “questa ancora non l’avevo sentita”; “io preferirei fare subito una flebo di ossitocina piuttosto che stare con il cordone attaccato” ; ” se poi c’è un’emorragia abbiamo ancora il cordone da staccare” ; e altro ancora su questo tono.
    Iniziato il Travaglio abbiamo esposto questo nostro desiderio alle ostetriche che ci avrebbero seguito, sono state favorevoli e mi hanno messo come condizione il fatto che il secondamento sarebbe dovuto avvenire entro tempi brevi, altrimenti avrebbero tagliato il cordone prima. La condizione non ha alcuna base fondata, ma non me ne sono preoccupata, dopo due secondamenti molto lunghi e avvenuti per mano del ginecologo nel primo parto e per mano dell’ostetrica nel secondo parto, sapevo che questa volta con il cordone attaccato tutto sarebbe avvenuto in tempi brevi e senza emorragie e così è stato!!!
    Laura è nata e ho potuto gustare tutto il suo odore, la sua dolcezza, si è attaccata al mio/suo seno e ha cominciato a ciucciare, davanti a me l’orologio, ho chiesto di aspettare 5min (ero completamente fiduciosa), mi son goduta la meraviglia della nuova vita che era arrivata senza neanche un pianto, con i suoi occhietti che cercavano i miei e ecco arrivare una splendida contrazione che mi fa partorire anche la sua sorellina placenta, a questo punto le ostetriche erano piacevolmente coinvolte nella tenera magia che stava accadendo, ci hanno chiesto di poter avere le foto di Laura attaccata alla sua placenta, hanno cominciato a osservare il dolce adattamento di Laura alla sua nuova vita. Io ho contemplato la sua sorellina placenta e poi ci hanno fatto procedere al taglio del cordone mentre Laura era attaccata al mio seno, a quel punto lei ha fatto proprio una smorfia, ha smesso di ciucciare infastidita, il distacco era avvenuto, e poi rieccola ciucciare beatamente. Il silenzio di quei momenti lo porterò per sempre nel mio cuore, ho sentito piangere Laura soltanto due ore dopo quando l’hanno misurata, pesata, etc. etc.
    Ha avuto per me un enorme valore poterle regalare una nascita dolce, più rispettosa che ha permesso anche a me di vivere la meravigliosa forza della vita che per essere accolta ha bisogno soprattutto di amore, fiducia e silenzio.

    1. Ciao Mammamari, grazie mille per aver condiviso qui gli attimi del vostro primo incontro. Ti diro’, il giorno in cui mi hai scritto, ti ho pensata molto. Avevamo parlato un pochino e mi sentivo pervasa da una fiducia completa, sapevo che tutto sarebbe andato per il meglio e da quello che scrivi sembra proprio essere stato tutto fantastico. Ti ringrazio per avermi dato la possibilita’ di incrociarti e per aver permesso a tutte quelle mamme che si collegheranno a questo umile blog di poter leggere una bella esperienza come la tua! Ti aspetto qui quando vuoi! Un abbraccio

  4. Volevo raccontare la mia esperienza di parto in un ospedale in cui c’è molta attenzione per una nascita il piu possibile naturale. Io avrei tanto voluto partorire in casa o in casa maternità, ma il futuro papà (un tantino ansiosetto) si è messo di traverso. Nonostante però io abbia partorito in un grande ospedale di Bologna, e per la precisione l’ospedale Maggiore, ho potuto godere di un parto assolutamente naturale. Parlo del mio secondo parto, il primo è stato uguale dopo la nascita, il travaglio invece è stato molto diverso.

    Sono stata visitata pochissimo, non mi sono stati somministrati farmaci, ho atteso la nascita così, da sola con i miei dolori (ammetto di avere invocato l’epidurale, ma l’ostetrica mi ha detto ‘lei può farcela senza’… in quel momento avrei voluto ucciderla, ma considerando come è andata poi è stato un grande regalo quello che mi ha fatto). Durante il travaglio nessuno è entrato nella mia stanza, sono stata sola con papino e l’ostetrica, che si limitava a darmi consigli su come mettermi e come respirare, e soprattutto, mi diceva di ascoltare il dolore e seguirlo, non contrastarlo. Da quando sono riuscita a farlo ho sentito che tutto è andato più velocemente e il dolore era più sopportabile.

    È nata Arianna, pochi secondi ed era tra le mie braccia. Il cordone non è stato tagliato (esattamente come era accaduto quando era nata la mia prima bimba). Non si è atteso il secondamento, ma comunque non è stato tagliato fino a quando il sangue lo attraversava. Non so dire quanto tempo sia passato perché in quei momenti il tempo è su un’altra dimensione ero letteralmente in estasi, ma la mia bimba è rimasta attaccata al cordone parecchio. E me la sono potuta godere per due ore sulla mia pancia, l’hanno presa per lavarla (chiedendomi però se desideravo che fosse lavata, non lo davano per scontato) solo quando ormai era tempo di lasciare la sala parto, ed è stata lavata nella sala parto, così ho potuto vedere anche il suo primo bagnetto.

    Questa attenzione alla naturalità del parto in un grande ospedale non so se sia una eccezione o la normalità, credo di essere stata fortunata, non c’è nulla di più bello che conservare ricordi pieni di dolcezza di questi istanti bellissimi e irripetibili. La mia mamma non vuole mai parlare dei suoi parti, avvenuti in un contesto completamente diverso, io ne parlerei sempre è non vedo l’ora di raccontarli anche alle mie bimbe 🙂

    Ciao,
    Rossella

    1. Ciao Rossella, grazie mille per il tuo racconto attraverso il quale ho rivissuto il mio! 🙂 Anche io come sai ho un’Arianna che e’ arrivata felicemente con un parto sorridente! Grazie mille Rossella!

  5. Dimenticavo, prima di mettermi la bimba sulla pancia, l’ostetrica mi ha chiesto di sollevare completamente la camicia da notte in modo che la bimba fosse completamente a contatto con la mia pelle e soprattutto il mio seno. Papino ha fatto un video di questi bellissimi istanti, me lo sarò riguardato centinaia di volte, il primo abbraccio, il primo bacio, il cordone che ancora ci legava 🙂

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