Blog Tank: e tu cosa fai di fronte ai capricci di tuo figlio?

Con questo post partecipo al “BlogTank” di Bambino.DonnaModerna.com e il tema sono i capricci!

Questa é la definizione esatta presa e tratta dal Dizionario della lingua italiana

capriccio

[ca-prìc-cio] s.m. (pl. -ci)
  • 1 Voglia bizzarra, ghiribizzo, desiderio ostinato: togliersi un c.; gli venne il c. di tingersi i capelli || fare i c., esprimere con insistenza desideri singolari, inspiegabili; riferito a cose, non funzionare bene: automobile che fa i c.
  • 2 Infatuazione amorosa: c. di adolescenti
  • 3 Caso strano, inusuale, bizzarria della natura: un c. della sorte
  • 4 In letteratura e nelle arti figurative, espressione fantasiosa, che non osserva regole, canoni: i c. dello stile barocco; in musica, estrosa composizione strumentale: i Capricci di Paganini

Probabilmente ho bisogno di un imbocco ma trovo poca attinenza con i bimbi. Penso invece che l’assonanza sia piu’ con una figura adulta che per uno “sfizio” o appunto “capriccio” prende decisioni affrettate e inconsulte.

Per prima cosa vorrei precisare che il contesto e’ molto ampio ed e’ davvero complicao analizzare ogni situazione particolare dandone une definizione precisa, certo e’ che posso parlare di quel che accade a me, e questo in fondo era richiesto. Penso che da bambini si abbia una voglia incredibile di scoprire, osare, tentare, sperimentare, urlare, sorprendere, immaginare, provare, sognare…vado avanti? E tutto questo in modo plateale, prorompente, trascinatore. Dosare le emozioni non e’ contemplato perche’ tutto viene vissuto al cento per cento, tutto e’ gioia, tutto suscita attenzione. Perche’ dover moderare tutto questo? Non ci saranno abbastanza giorni futuri nei quali raziocinio e freddezza dovranno prendere il sopravvento sui comportamenti naturali? L’eta’ piu’ pura, piu’ vera, piu’ limpida viene spesso contaminata con voglie e bisogni dei grandi: perche’? Ora ci vestiamo con questo bel vestitino pieno di frappe, fiocchettini e ghirigori (anche se stai scomodissima e lo so), devi essere bella, devo far vedere come sei carina alle amiche. No, non fare i capricci, devi tenere il vestitino, non toglierlo, no, da brava. Nooooo , no toglierlo, non fare la bimba capricciosa!

Dunque, ho perso un passaggio: chi e’ che fai i capricci? Una piccola che non vuole sentirsi in panni non adatti a lei ( i vestiti sono un puro e semplice esempio ma potrei anche prendere spunto da luoghi e contesti differenti) oppure siamo noi che vogliamo ostinatamente colmare un nostro desiderio, appunto “capriccio” additando alla bimba la colpa di una malriuscita vestizione?

No mangia, devi mangiare, diventi grande, fai vedere alla nonna come mangi. Noooo, non sputare, non devi scartare, manda giu’ da bravo. Su tesoro, mangia, non fare i capricci. Siamo noi che vogliamo a tutti i costi che finisca il cibo nel piatto per non sfigurare al ristorante/davanti alla nonna/in compagnia oppure teniamo davvero allo stomaco che rifiuta in quel momento il pasto per motivi forse importanti?

Non penso di avere la soluzione in tasca ma il dialogo mi sta aiutando molto. Come mai non vuoi mettere questo vestito? Non stai comoda? E se tra una parola e l’altra capisco che il cavallo delle calze velate punge, oppure il bottone e’ troppo stretto, oppure la lanina della camicetta e’ ruvida, potro’ forse rimediare e trovare una soluzione che aggrada ad entrambe invece di soddisfare appieno una voglia da grandi e giudicare capricciosa mia figlia perche’ non vuole sottostare a cio’ che io ho deciso per lei. Idem per il cibo, per le passeggiate fuori, per le uscite, per le comparsate in luoghi pubblici.

Se urla dal dottore? Senza motivo? O e’ in preda a un prurito da varicella oppure un motivo ci sara’! Vuole giocare, facciamo il gioco del silenzio, o la bella manina, o la manina matta o  o o o… Al centro commerciale non vuole pagare quello che c’e’ nel carrello, insieme diamo gli articolo alla cassiera e indoviniamo il momento del “bip”. In Chiesa o a uan cerimonia parla a voce alta? Ci puniranno per questo? Una stanza giochi dedicata a loro?! Noi la usiamo, e ci piace tantissimo!

I bambini sono anime senza filtro, sono a presa diretta con le emozioni, sono puri in azioni e parole, quello che provano lo esternano e noi invece ci nascondiamo dietro a discorsi troppo volte complicati, neanche troppo veri, finzioni di cristallo.  Personalmente, l’educazione, il saper rispettare se’ stessi e gli altri come se’, il sapersi porre gentilmente e stare al proprio posto, sono davvero tasti su cui lavorare, basta esserlo, loro apprenderanno da noi. Quello che viene imposto, troppo facilmente si butta nel calderone dei capricci, un attimo di scontentezza, di svogliatezza e malinconia possono capitare e prendere il sopravvento sul sorriso ma se avvengono un motivo ci sara’.

Parlare, parlare, chiedere e richiedere, confrontarsi ed aprirsi vicendevolmente. Tutto questo aiuta tanto. Poi anche noi impieghiamo due ore per vestirne uno e prepararlo per uscire, dopodiche’ l’altro incombe e poi rimani tu che spesso esci con ancora le forcine nei capelli puntate storte e i baffi di caffe’ sotto il naso. Ma arrivarci, arrivarsi senza scenate isteriche e’ gia’ una conquista. Le regole sono per noi prima di tutto regole di comportamento civile, si impara a rispettarsi reciprocamente, se io faccio uno sgarbo a te, un’anima pura e vera carpira’ il messaggio che questo e’ bene e potra’ rifarsi a sua volta. Una catena che non si taglia mai. Le parole sono un buonissimo intermezzo; io domando tanto, chiedo, chiedo fino ad autostancarmi e autochiedermi di smetterla ma cosi’, solo cosi’ , io per loro saro’ un libro aperto e loro per me (noi).

donnamodernamammerri

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15 thoughts on “Blog Tank: e tu cosa fai di fronte ai capricci di tuo figlio?

  1. noi stiamo passando un periodo che x ogni cosa che vorrei farli fare, es.vestirsi al mattino aimè ci metto un oretta a convincerlo. non parliamo di uscire di casa, un eternità, delle volte piange quando lo vesto, x poi non voler più tornare in casa!!!
    non so se sono capricci oppure solo un periodo che spero passi infretta 🙂

    1. secondo me e’ un periodo, un periodo in cui gira cosi’ in cui cambiarsi viene preso come un “mettersi a nudo” di fronte a noi, un periodo in cui stanno crescendo. io l ho interpretato cosi! e ovvio, le mie orette impiegate per cambiare due pargoli son sempre li, che mi attendono! 🙂

  2. Brava Enrica! Bello bello bello. Peccato che per una mamma impulsiva come me sia tanto difficile ricordarsi sempre in ogni momento tutto ciò. Devo impormi di contare fino a 10, anche quando c’è fretta, quando si è in partenza per un altrove, quando si sta per andare a scuola, quando si esce per la ginnastica. Ogni momento è buono per fare le bizze (mi piace di più della parola capricci…) e spesso quando si ha più fretta. Ti stanno chiedendo attenzioni in quel momento, più ascolto… e non sempre si ha la forza di soddisfare il loro bisogno, soprattutto quando questo va moltiplicato per tre (figli!). Ma è bene leggere le tue parole perchè ricordano, anche quando la routine quotidiana porterebbe a dimenticare! Grazie. S.

    1. Grazie a te sarah! io scrivo anche per meditarci su. anche molto spesso “lotto” contro i mulini a vento perche’ spesso non ce n’e’ ! non c’e’ verso di darsi una mossettina. Grazie mille a te per il confronto sempre molto molto molto arricchente!

  3. Ormai le mie figlie sono grandi, e non fanno più i capricci da molto tempo. Anche se ne hanno fatti pochissimi, a dire il vero.
    Ma ne ho fatti tanti io, da piccola. E mi sono imposta di non dimenticare quello che sentivo, perché se avessi avuto figli dovevo capire e aiutare. Io facevo i capricci perché ero molto infelice, già all’epoca quando tutte le mamme erano a casa e non lavoravano, la mia lavorava e non aveva mai tempo per me.
    Con questo non voglio colpevolizzare le mamme che lavorano, ho lavorato anch’io per molti anni quando le mie figlie erano piccole, ma solo spronarle a trovare il tempo per i loro figli, non dare la propria energia tutta al lavoro, e non pretendere di avere la casa perfetta.
    E avere pazienza con i bambini, non portarli al supermercato, se è possibile, perché è un luogo con troppe luci e troppi stimoli, mi ha sempre innervosito e mi innervosisce anche ora che ho 57 anni. Figurarsi i bambini!
    Per quanto riguarda il mangiare, i capricci vengono quando c’è una disparità tra il linguaggio verbale e quello non verbale. Il caso tipico è quello delle verdure, se si danno al bambino dicendo che sono buone ma quello che dimostriamo con i nostri atteggiamenti è il contrario, avremo un bel capriccio come risposta caotica.
    Con questo non voglio dare delle regole perché ho una certa età, ma essere d’aiuto, se possibile, perché il mio sguardo verso i bambini è distaccato, in questo momento. Quando diventerò nonna, forse la cosa cambierà, o forse no.

    1. ciao maryonn! grazie mille per quello che hai scritto. anche io credo che dietro una reazione ci sia sempre una spiegazione, o molto spesso almeno! un bimbo che piange, parla ad alta voce per attirare l attenzione forse lo fa davvero perché agli occhi di chi ama, lui si sente invisibile. quindi sfodera le armi che puo’: un pianto, un puntare i piedi. sul discorso delle verdure sono d’accordo con te, l’esempio e’ il primo vero amico dell’alimentazione dei piccoli! E per il supermercato che dire: verissimo, se si puo’ evito eccome anche perche’ alla fine della spesa mi ritrovo nel carrello cose che non ho mai desiderato comprare e che manine svelte mi hanno buttato dentro! 😉 grazie mille per essere passata!!!

  4. Brava Enrica! quando ce vó ce vó!!! ODIO la parola capricci sui bambini! I capricci li facciamo noi adulti! Loro, invece, se ascoltati imparano ad ascoltare, e parlare serve tantissimo!!! E quoto Maryonn! Condivido il suo ricordo di bambina con la madre molto impegnata, così come ció che ha scritto sui supermercati!

  5. Ciao,stupende riflessioni che condivido a pieno e che Ho sempre cercato di attuare ma ora che la grande ha 4 anni è difficilissimo, è una battaglia per ogni cosa,a volte causa la troppa. stanchezza. Dopo scuola diventa prepotente e impertinente ed io nn so proprio come prenderla. E l arrivo del fratello (che vive in simbiosi con me) nn aiuta,gli vuole bene ma fa i capricci perché vuole essere anche lei piccola e coccolata.. pos mi sono dilungata con le riflessioni.Ciao grazie

    1. ciao erica! grazie a te! posso dirti che anche a casa mia la gestone dei due figli pressoche’ coetanei non e’ sempre facile. quella che io definisco “grande” non lo e’ per niente in realta’ perche’ a due anni non si e’ indipendenti dalle coccole e attenzioni come non lo si e’ per altro. e lo stesso vale a quattro anni credo. la mamma non e’ mai abbastanza, le coccole nemmeno e se le attenzioni diventano “esclusive” verso i “piccoli” (sempre anagraficamente parlando) ecco che nascono i “reclami”. tutto il mondo e’ paese e tutti i bimbi cercano l’affetto non solo nelle parole ma anche nei gesti, nelle braccia e nei baci ! grazie mille a te!

  6. Fantastico il tuo post che scatena un fiume di riflessioni!!!
    Adoro il cambio di prospettiva che proponi nel tuo racconto, permette di non assolutizzare definendo capricci quelle che potrebbero, invece, essere delle rigide richieste di un adulto.
    Quando la gestione dei figli è multipla le richieste degli adulti verso i figli maggiori spesso aumentano e finiamo per considerare “grandi” figli di 2 o 4 anni… La nascita di un nuovo fratello è da considerare sempre un’enorme risorsa, il più prezioso e imperituro dei regali che possiamo fare ai nostri figli. È importante, però, accogliere e accettare con pazienza anche le loro apparenti regressioni nel comportamento che ci aiutano a capire di cosa loro hanno ancora bisogno.

  7. Ciao Enrica, che bello questo articolo, lo condivido in pieno e riassume bene quello che penso anch’io… ne discuto spesso con amiche e anche con le nonne per le quali basta un no delle piccole, o il desiderio di stare in braccio o più a contatto fisico o anche solo un po’ di stanchezza per dire che fanno i capricci. Per me appunto in capricci dei bambini non esistono, sono sbagliate le aspettative degli adulti la maggior parte delle volte e un approccio più empatico nei loro confronti fa smontare la maggior parte delle situazioni critiche.

    1. ciao Daria, grazie mille. Eh si, ogni scusa e’ buona per far presente ai genitori, “questi son capricci belli e buoni!”. Anche io sono per il dialogo, per l’ascolto, la calma. Ogni criticita’, come dici tu, puo’ essere piu’ o meno facilmente smontata con pazienza e tranquillita’. Che sia semplice no, ma in fondo, non ci vantiamo tanto di esser Adulti? 😉

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