Una cartone, una baccinella: una macchina stupenda per bimbi sognatori

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Uno degli obiettivi che mi sono prefissata come mamma e’ quello di crescere i miei figli nella scoperta e stupore quotidiano. Vorrei vederli entusiasti di scoprire, apprezzare, conoscere. Vorrei vederli felici durante la ricerca. Per far questo ho capito che dovevo passare attraverso  la SEMPLICITA’ che in fondo era proprio quello che sentivo gia’.

Tutti piu’ o meno spesso ci siamo trovati alla ricerca di qualcosa. Un obiettivo, uno status, un oggetto, un traguardo segnato. E una volta raggiunto? Ci siamo sentiti appagati o avevamo disperso le energie durante il percorso? Sempre piu’ persone passano vite intere ricercando felicita’ vuote, finte, di facciata e non si accorgono che sotto il naso hanno quella vera, quello che conta davvero.

Vorrei insegnare ai miei bimbi a rendersi conto di potenzialita’, amore, affetto, unione, capacita’, talenti che sono stati donai loro e che possiedono in maniera incondizionata ed esclusiva. Vorrei poter insegnare quanto sono belle le cose semplici, quelle piccole gocce quotidiane che riempiono e che fanno felici davvero. Tutto questo come?

Sono dell’idea che fin da piccoli si possa dare un’impostazione di eticita’ e consumo critico nonostante la tenera eta’. L’accumulo, eccessivo, compulsivo, immotivato, porta alla minimizzazione e svalutazione repentina e immediata di tutto cio’ che circonda il bambino. Come adulti si tenta di intravvedere gli affetti che sono in secondo piano e ci si nasconde dietro montagne di costruzioni regalate o giochi telecomandati per colmare vuoti differenti e scusarsi, anche con se’ stessi. Regalare continuamente, accumulare senza rispettare il tempo per poter apprezzare, in alcuni casi credo sia un modo per giustificare mancanze affettive. Avere per le mani un gioco nuovo, un oggetto da scoprire, distoglie lo sguardo da tutto il resto, ma anche quest’ultimo, a sua volta verra’ soppiantato da un altro ancora. Un tira e molla, un usa e getta, troppo rapido.

E se avessimo meno, se dessimo piu’ tempo, affetto, stima, fiducia, rispetto, canto, mani, calore, voce, baci…le giornate come sarebbero?

Come potrebbero funzionare le lunghe ore pomeridiane  in casa? E’ giusto affidare sempre a schermi e surrogati i momenti di euforia e voglia di sconvolgere? Non credo sia la via, non credo sia giusto rifugiarsi dietro comodita’ labili che invece che accompagnare in modo poco invadente diventano onnipresenti e manipolatori di sogni e fantasie.

Con poco si puo’ fare tanto, non c’e’ bisogno di molto, un bambino e’ felice con il necessario.

Una mastella, un cartone e due nastri, uno ciascuno. Due macchinine stupende, tanta gioia, tante risate, corse e gare organizzate attorno al tavolo. Un tempo vero, passato giocando, immaginando, tempo felice, tempo che e’ stato apprezzato secondo per secondo.

E voglio continuare a vedere nei loro occhi la felicita’ di scoprire, la gioia delle piccole cose, la gioia della semplicita’, la gioia pura

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