Mangiare la placenta dopo il parto. I benefici di questa pratica poco conosciuta.

Premetto che il mio compito e’ quello di informare senza dare un giudizio personale.

Qualcuno la puo’ vedere come una pratica barbara, altri un rito, altri ancora un beneficio naturale ed un aiuto empatico.

Nei nove mesi di gravidanza ospitiamo in corpo (non parlo di gravidanze gemellari) il piccolo e il duo fidato gemellino, la placenta, organo spugnoso che funge da filtro, tramite e scambio di sostanze fra madre e bambino.

Ha normalmente una forma a disco ed aderisce alla parete dell’utero. Nelle primissime settimane di vita il piccolo si alimenta per diffusione, ma gia’ a partire dalle quattro settimane quando il cuore inizia a pulsare, la placenta attua per lui una specie di scelta dei nutrienti e sostanze benefiche per lo sviluppo fetale. I vasi della madre e del piccolo non entrano in contatto ma le sostanze scambiate sono nobili e fondamentali:  ossigeno, zuccheri, proteine e lipidi. In cambio il feto rende anidride carbonica e sostanze di scarto.

Alcune donne decidono che, al momento della nascita, il piccolo non debba staccarsi attraverso il taglio del cordone ombelicare dalla placenta, e per rendere tutto piu’ dolce e naturale scelgono ed attuano la nascita con la placenta anche conosciuta come Lotus Birth.

Altre donne ancora dopo il distacco in seguito alla perdita del cordone ombelicale decisono di darle una degna sepoltura proprio come se fosse una creatura a sua volta, in fondo e’ stata davvero una degna e fidata compagna di viaggio!

Ma esiste un modo per trarre giovamento dalla placenta fino in fondo, fino a riprenderla dentro se, sfruttando per se e il proprio piccolo le incredibili riserve di ferro e ormoni che contiene questa parte che cresciamo dentro di noi per nove mesi e che nella quasi totalita’ dei casi, le  donne che hanno appena partorito non vedono nemmeno.

E’ nato il bambino, si aspetta il secondamento, ma si e’ cosi’ prese da altro che a volte il tutto risulta davvero superfluo e passa inosservato. La placenta normalmente viene infatta smaltita fra i rifiuti organici.

Ma veniamo alla pratica della ripresa placentare: le madri che desiderano conservare la placenta, chiedono espressamente che non venga buttata bensi’ resa:  portano infatti contenitori da alimenti e solitamente delle buste per il freddo (le classiche da supermercato) . La plancenta poi viene conservata in frigorifero per qualche tempo e poi lavorata.

Le principali possibilita’ sono due :

1) utilizzarla cruda

2) utilizzatla essiccata

1) Una volta arrivati a casa la placenta va lavata accuratamente servendosi anche di un colapasta per eliminare eventuali impurita’ dovute all’ambiente e al trasporto, dopodiche’ una volta riposta  in frigo se ne prendono piccoli pezzi per preparare gli smoothy. Questi sono frullati a base di frutta, gelato, latte o qualsiasi cosa si voglia, ai quali pero’ viene aggiunto un pezzo di placenta cruda che frullata non sara’ percepibile.

2) La placenta viene lavata e ripulita per bene. Poi fatta scolare per eliminare i liquidi in eccesso. Viene cucinata a vapore aggiungendo limone e zenzero. Sucesssivamente viene fatta seccare in forno per qualche ora mantenendo lo sportello leggermente aperto (alcuni usano anche un essicatoio). Viene poi tagliata in piccoli pezzi e seccati di nuovo. Dopo anche 48 ore di trattamento si passa allo sbriciolamento con l’aiuto di pestello e mortaio.

Si riduce tutto ad una polvere che viene poi riposta in specifiche capsule di orgine vegetale che potranno essere conservate a lungo, anche in previsione del periodo della menopausa.

Ecco cos’e’ contenuto nella placenta:

– Gonadotropina : il precursore di estrogeni, progesterone e testosterone
– Prolattina : ormone che promuove l’allattamento
– L’ossitocina : ormone utile per un buon avviamento di allattamento e per incentivare il bonding madre-bambino
– Interferone :  stimola il sistema immunitario a proteggere contro le infezioni
– L’ormoni stimolanti la tiroide : aumenta l’energia e aiuta a riprendersi da eventi stressanti
– Cortisone :  combatte lo stress e sblocca depositi di energia
– Le prostaglandine : fungono da anti-infiammatorio
– Emoglobina : colma la carenza di ferro e anemia
– Gammaglobuline : Immune Booster che aiuta a proteggere contro le infezioni post-partum
– Fattore di inibizione Urochinasi & Factor XIII :  aiuta a bloccare eventuali perdite di sangue troppo copiose e migliora la guarigione delle ferite

Vantaggi;

– Favorisce il riequilibrio degli ormoni in circolo
– Migliora la produzione di latte ed anticipa la comparsa della montata lattea
– Aumentare e fortifica le energie.
– Aiutano a  recuperare più velocemente nel post-parto
– Aiuta il corpo ed eliminare tossine, liquidi in eccesso
– Aiuta ad evitare il “baby blues”
– Aiuta ad accorciare tempi e perdite ematiche del post-parto e abbassa la possibilita’ di emorragie
– Aiuta l’utero a contrarsi   per tornare alle dimensioni originarie
– Aumentare i livelli di ferro dopo il parto

Questa pratica e’ abbastanza diffusa nei paese del nord-Europa e America. Sempre piu’ madri si stanno avvicinando a questa usanza per non “sprecare” nulla di cio’ che hanno messo al mondo.

Bhe che dire, sembra tutto molto favorevole e super importante! La fase piu’ complicata, almeno per me, sarebbe trovare il “coraggio” per farlo! 😉

Tanti i link utili per chi fosse interessato

http://www.bellybelly.com.au/post-natal/placenta-encapsulation-benefits-of-eating-your-placenta

Home

http://www.justmommies.com/pregnancy/postpartum/placenta-encapsulation-instructions-benefits-and-reasons-to-give-it-try

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17 thoughts on “Mangiare la placenta dopo il parto. I benefici di questa pratica poco conosciuta.

  1. Io le mie prime due placente le ho sotterrate, la terza è finita fra i rifiuti organici di un’ospedale, ma è stato un’incidente… Mi piaceva l’idea che la nostra placenta alimentasse la terra, un ulivo in particolare… Avevo letto di queste pratiche ma anche a me era venuta la pelle d’oca e non vi dico la faccia della mia dolce metà quando gliel’ho raccontato:) Bellissimo post, mi è piaciuto proprio tanto!

    1. Ciao Giordana, grazie mille. Proprio questa sera, a cena, (tu dirai, proprio in quel momento dovevate parlanrne?!) disuctevamo con amici su questo post che a quanto pare ha fatto molto “scalpore” in Italia ma non qui dove vivo (Belgio). Proprio loro, che un anno fa hanno partorito qui il loro primo figlio mi hanno confermato che le ostetriche presenti al secondamento hanno chiesto se volevano conservarla; il padre diceva sorridendo di aver chiesto: e che cosa ci faccio? La risposta e’ stata: potrebbe seppellirla e farci crescere sopra un bell’alberello, ma sa, potrebbe anche mangiarla!

  2. Tutto quello che ci fa avvicinare alla natura, secondo me, è una cosa buona. Per cui il fatto di mangiare la placenta non mi scandalizza e trovo sia giusto parlarne. Con tutte le schifezze che mangiamo (che io tento di non mangiare, da quando sono diventata vegana) questa è la cosa più naturale e giusta. E’ una parte di noi, non un cadavere di qualche animale, per me mangiare carne è uno scandalo, perché fa male e perché fa soffrire esseri viventi.

    1. E’ assolutamente una parte di noi, una parte che si prende cura per nove mesi della parte piu’ bella di noi che continuiamo ad avare tra le braccia anche dopo il parto. (scusa l’incasinato giro di parole ma non sono riuscita a renderla diversamente). La placenta nutre e allo stesso tempo protegge, duplice funzione incredibilmente di aiuto entrambe.
      Come appunto scrivevo, tante mamme decidono di fare questa cosa eppure ancora pochissime ne sono a conoscenza, io informo, poi ad ognuno la decisione! 😉 grazie maryonn!

  3. Grazie Enrica per questo tuo splendido post! L’ostetrica che mi ha accompagnato durante la gravidanza dei miei tre figli mi aveva parlato di queste pratiche e io pian piano ho scelto di prendere sempre più informazioni su questa sorellina che nutre i nostri figli. Prima della nascita della mia terza figlia ho letto M. Odent, Verena Schmit e le loro parole mi hanno dato il coraggio di chiedere quello che secondo me poteva rendere migliore la nascita della mia bimba, aspettare il secondamento e solo dopo procedere, per mano del padre, al taglio del cordone. La meraviglia di quei momenti la sento ancora quando abbraccio mia figlia, ricordo la sua smorfia quando il papà le ha tagliato il cordone, anche se aveva smesso di pulsare. Gli scambi tra bimbo e placenta non finiscono, infatti, in pochi minuti.
    Grazie Enrica perché informare sulle pratiche intorno alla nascita può realmente portare a compiere scelte consapevoli!!!!

    1. ciao! eh si dai, speriamo, diciamo che come dicevo sopra, sembra pazzia, fanatismo, pero’ perche’ qui, dove vivo, le ostetriche lo propongono di routine dopo il secondamento? Ognuno ovviamente fara’ le proprie personali valutaizone e di conseguenza decidera’ come muoversi! Grazie mammamari

  4. Conoscevo queste “scelte”, ma come dici tu in Italia sono poche conosciute…e la gente la maggior parte…scappa anche dal leggere e informarsi…peccato….sembra che così si scappi dalla natura, dalle origini……

  5. La cosa mi fa rimanere perplessa… Mi viene in mente un racconto di Stephen King… ma ragazze, mangiare una parte di se stessi, per di più che il corpo elimina in maniera naturale, è davvero orripilante…

  6. Le gatte mangiano la propria placenta dopo il parto, non glielo ha insegnato nessuno, è istinto allo stato puro. Credo che la natura abbia sempre da insegnare. Putroppo noi Uomini e donne che viviamo in un mondo urbanizzato dove ogni istinto si è perso nei secoli non possiamo che scandalizzarci.

  7. grazie , io sono una di quelle che non ne sapeva niente … oggi imparo e vorrò mettere in atto !!! … secondo me 1 + 1 = 2+ 1 +1 + … fa la rivoluzione culturale!!

  8. Grazie per il post, eravamo convinti che fosse illegale mangiare parti anatomiche umane. Non sapevamo neanche che in Nord Europa fosse una pratica diffusa. Alcune domande:

    1.non è cannibalismo?
    2. non sarebbe bene associare un approfondimento sulla donazione del sangue del cordone ombelicale?

    Grazie, saluti

  9. Bellissimo questo post!!!! meraviglioso…Mia figlia ha appena partorito e sta facendo questo lavoro con la placenta…se dovessi avere un figlio con l’esperienza e la conoscenza di adesso…lo farei anch’io..

  10. Ma questa è un informazione non solo falsa estremamente pericolosa. .la placenta,poichè ha ospitato per mesi un feto,è servita come filtro per batteri e eventuali virus. E dunque estremamente tossica e pericolosa…informatevi! !negli stati uniti una donna ha contratto l epatite B rischiando la vita!!!!!

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