Ora sono madre, ecco cosa ne penso di Facebook.

Oggi vorrei segnalare una riflessione che credo possa essere spunto di  per molti.

Neanche a farlo apposta, questo é il numero 200. Come oggi, per duecento volte, mi sono seduta, ho scritto, riletto e pubblicato qualcosa di mio, che mi appartiene e che ho maturato. Una mia esperienza, una capacita’, un pensiero, un’attitudine o solamente una riflessione, proprio come oggi. Parlo di social network, parlo di facebook e della mia visione. Seppur in rete da poco ho capito davvero come internet e la rete possano diventare mulinelli agitati, cosi’ tanto inquieti da soffocare.

Riporto qui sotto l’inizio dell’articolo che é uscito sul quotidiano, se vorrete potrete terminare di leggerlo cliccando sul link che ho creato appositamente.

Buona lettura e buon 200esimo post a me e a voi!

Si sa, siamo nell’era dei social networks, dove tutto é alla mercé anche di sconosciuti, foto di ogni tipo e genere vengono pubblicate, amici, cose, famigliari in primo piano. Le frasi piu’ strane campeggiano sulle bacheche facebook, vignette satiriche a non finire si rimpallano da un profilo all’altro incatenando definitivamente quel povero Sant’Antonio!

(se avesse saputo di tutte queste tiritere giornaliere avrebbe preferito qualche altro tipo di prigionia!).

Ma si sa, se ci si é, ci si fa! Per cui tutti guardano, tutti addocchiano e commentano. Devo dire che il 2013 ha portato alla ribalta un sacco di madri in attesa che si fotografano mentre si fotografano. Giro di parole? No, no. Davanti allo specchio, pancione di fuori e via: cheeeeeese!

Un bello scatto per rendere pubblica a tutti gli amici virtuali l’evoluzione della maternita’.

Per l’amor del cielo, tutto molto dolce, ma insomma, non é ancora nato e gia’ ha a che fare con internet?

Io direi che la cosa risulti essere un pochino precoce! In ogni caso meglio passare oltre altrimenti mi addentrerei in un discorso che nemmeno la selva oscura potrebbe fare da confronto.

Le idee, i pensieri, i vomiti giornalieri vengono spiattellati li sopra “tac”, come se fosse un diario privato, uno sfogatoio personale e strettamente intimo e poi cosa succede? Dopo pochi minuti e trecentotrentatre bip di telefono ti accorgi di avere in sospeso mille notifiche da leggere, delle quali: una meta’ sono inviti a giochi, un altro pochino notifiche di eventi e il resto commenti a quello stato che hai scritto con nonchalance e che invece ha destato molta attenzione.

continua cliccando qui

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