Se hai scelto di cosa di lagni?! Parto programmato e pillole per mandare via il latte.

Tempo fa avevo scritto questo post “com’e’ partorire?” e li ci avevo messo dentro il mio pensiero.

Ma inesorabilmente, spesso e volentieri, mi ritrovo punto e a capo: braccia cadute (per non dire le palle, scusate) e bocca aperta.

In piscina, dove andiamo spesso, c’e’ un grande andirivieni di persone. Ci si incrocia e volenti e nolenti ci si ritrova fianco a fianco con le chiappe scoperte e perche’ non scambiare due parole? Se poi si hanno dei bimbi che cercano di toccarsi i grillini (non ha niente a che fare con la politica) a vicenda il sorriso esce facile. E da li comincia: quando ha, come va, bla bla bla, mangia, beve, fa la cacca e il vomitino, usciamo, nuota , corre e gioca? Poi va beh, arriva la note dolente. E’ nato qui, da chi vai, chi ti segue, come e’ andato il cesareo programmatissimo e come hai mandato via il latte? (non sia mai che vuoi allattare hein?)

Capita che ancora mi trovi imbottigliata in discorsi dai queli mi sento avvinghiata violentemente. Per me non é piacevole, non é positivo, non lo sento mio. Quindi, dipende anche da che tempo fa fuori, (eh si le nuvole a me fanno uno strano effetto) dico la mia.

Ora io credo, prima o poi, ci si renda conto tutte che qualcosa dentro di noi vive, si muove. Difficile realizzarlo fino al momento della nascita, difficile renderlo concreto, tangibile. Ma dal momento che é li, tutto cambia. I nove mesi passati improvvisamente riesci ad interpretarli, ti fai una ragione di cio’ che é stato e pianifichi un percorso che speri sia per voi. Personalmente credo che ogni percorso vada scelto, in prima persona e vada affrontato prendendone gioie e dolori, giorni armoniosi e periodi difficili. Ma lo hai scelto tu. Ma non chiedetemi di essere diversa dicendo quello che non penso. Di fondo siamo tutte mamme, tutte abbiamo un nostro piccolo “doppione” che ci guarda ogni giorno e che grazie a noi puo’ crescere sereno, questo credo sia la base.

Certo é che in me, per fortuna, é ferma la certezza di aver scelto la via buona, ma non per forza deve essere l’unica e quella di tutti. Io, per me e per noi, ho scelto. Quando quel giorno ho sentito il bisogno di mettermi a terra, da soli noi due, e lui era li, ho scelto cosa fare. Ho teso l’orecchio, ho recepito e ho agito. Poi te la posso raccontare in mille salse, ma se hai scelto non lagnarti, racconta si, parliamone, confrontiamoci, ma di che ti lamenti?

Quando qualcuno ha fatto cu-cu io ho scelto una via e di certo non voglio imporla ad altre, non ho la ragione in tasca. Certo é che qualcosa da dire ce l’ho eccome e sono racconti di felicita’. A ognuno la sua via.

nasce mammerri

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16 thoughts on “Se hai scelto di cosa di lagni?! Parto programmato e pillole per mandare via il latte.

  1. Ma dove hai trovato questa foto? Grazie di questo unico ed impressionante punto di vista sul parto. Decisamente nuovo per la donna, che di solito è dall’altra parte della barricata! Non ho capito bene il tono del post, a credo proprio ti abbiano fatto arrabbiare un bel pò… Lascia stare, “non ti curar di loro, guarda e passa…”

      1. Eccomi qui in una nuova veste: quella di mamma!! è andato tutto bene anche meglio di quanto sperato e ora ho il mio frugoletto tra le braccia, niente poteva rendermi così colma di gioia 😀
        baci
        Federica

      1. non capisco se è una riflessione sul fatto che la tua scelta sia ricaduta sul parto programmato e non su quello naturale, e molte non lo trovano”giusto”

      2. la mia riflessione e’ conseguenza di un dialogo un po’ vuotino di una mamma che non si e’ resa conto di esserlo. sono una mamma che ha partorito in modo totalmente naturale ed indisturbato e ne vado fiera. oggi per l’ennesima volta ho ascoltato le lamentele di una madre che ha sempre gestito la vita del figlio come un oggetto e che oggi grida quanto suo figlio di 6 anni la odi…forse qualcosa non c’era a monte. Questa madre ha scelto il programmato e di far andare via il latte perche’ doveva essere “libera”; ha scelto, io ho scelto diversamente.
        benvenuta sharon e grazie!

  2. Già Enrica, assolutamente il post sembra un po’ strano ma l’ho capito, e ho capito che atteggiamento intendi. Prima vogliono che facciano come dicono loro e poi quando i bimbi dimostrano il loro disappunto cadono dalle nuvole… e si lamentano… ma dai? ehhhhhh non resta che passare oltre e sperare che quel bambino non ripeta gli errori del genitore e che sappia evolversi in un adulto consapevole delle necessità e delle priorità degli esseri che dipenderanno da lui….

  3. Adoro i tuoi post scritti con la pancia, di getto, mi provocano mille brivi e mi fanno ribollire dentro. Perché i cesarei programmati, le pillole per fare andare via il latte sommati alle nuvole e alla pioggia di questi giorni fanno anche a me uno strano effetto. Ma provo a respirare e a fare una riflessione un po’ più ampia ricollegandola al tuo post precedente sulla festa della donna al quale io aggiungerei che sarebbe bello se ogni donna potesse scegliere di non diventare mamma, senza sentirsi diversa e giudicata.
    E si! Perché diventare madre implica un capovolgimento totale di prospettiva, si inizia un viaggio dove ogni giorno va speso per cercare la strada migliore da percorrere. Siamo noi che compiamo delle scelte per questi bimbi che non ci hanno chiesto di nascere e che hanno bisogno poi di crescere nell’amore totale, incondizionato.
    Sono diventata allergica alla frase che sento dire da alcuni genitori “siamo nel tunnel” oppure “abbiamo superato il tunnel” a seconda dell’età che hanno i figli. Tunnel? Buio?
    Voglio, invece condividere una frase che avevo letto tempo fa: l’infanzia dei nostri figli sembra eterna e invece dura un battito di ciglia.
    E allora posso condividere l’idea del tunnel se usata per indicare un periodo brevissimo, che ha una fine, ma mille colori, profumi che si impregnano per sempre sulla pelle nostra e dei nostri figli.
    Grazie per il tuo splendido rovente post e per l’immagine bellissima che hai associato. Sarebbe bello che in tutti i corsi preparto facessero vedere questi visini stupendi che fanno una grande fatica per nascere, ma sanno come fare. Posso aggiungere una cosa ancora? Se queste immagini fossero più diffuse ci potrebbero forse essere meno epidurali, per vivere insieme al proprio figlio il meraviglioso e faticoso viaggio che ha inizio già durante il Travaglio.

    1. e a me fa piacere leggere te. e concordo con tutto. In piu’ mi e’ stato fatto notare che questa immagine definita apputo “forte” (non da me) ha turbato qualche animo. posso solo rispondere che dipende tutto dai punti di vista, io la trovo stupenda! grazie ancora!

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