Allattare un bimbo “grande”

L’eta’ conta cosi’ prepotentemente come ci vogliono far credere?

Non importa di piu’ ascoltare, capire, comprendere paure, incertezze e bisogni?

E fino a quando continueranno le mamme a sentirsi “in fallo” nell’accogliere una richiesta e donare se’ stesse ed amore?

Qui sotto potete leggere uno stralcio del mio nuovo articolo in merito a tutto cio’, sul quotidiano:

In materia di contatto e vicinanza tra genitori e figli si potrebbero presentare e spiegare miriadi di teorie, tutte quante con una precisa valenza. Molto spesso é l’esperienza personale che rende consci e in grado di scindere che strada percorrere, tutto guidato da un sesto senso che madre natura ci ha affidato: l’istinto. Eppure i tabu’, i pregiudizi, le generalizzazioni sono ancora molte, soprattutto se il corpo materno é in gioco, ancora, anche dopo la nascita.

Gravidanza, nascita e allattamento coinvolgono a tutto tondo madre e bambino che vivono in simbiosi periodi intensi e di conoscenza reciproca. Ma fino a che’ tutto rimane protetto dal ventre le cure sono dovute, dopo, a cordone ombelicale separato, ci si deve dar un gran da fare per crescere nel modo piu’ autonomo possibile un bambino che non ha nessuna carta da giocare per esser indipendente.

Troppo velocemente si richiedono capacita’ non naturali: sonno prolungato e in solitudine, controllo di sé, intrattenimento ad orari e in 0silenzio, allattamento ad orologio e conseguente svezzamento precoce. I bambini devono diventare grandi anche da piccoli e nel caso in cui si decida di intraprendere una via diversa, quella definita dell’attachment parenting, la decisione risultera’ alquanto strana e “originale”.

Per continuare cliccare qui

Breastfeeding_baby

Buona lettura e a presto!

 

 

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7 thoughts on “Allattare un bimbo “grande”

  1. Sono dell’idea che l’allattamento ad oltranza sia meraviglioso se vissuto positivamente da entrambi. Se diventa una schiavitù per la mamma allora meglio smettere, ma se entrambi lo vivono come un momento di intimità mamma-figlio, allora trovo sia fantastico poterlo continuare finchè si vuole. Che poi le altre persone si permettano di giudicare, beh… sono problemi loro!

    Io un mese dopo il rientro al lavoro ho perso il latte, troppe ore senza ciucciare e lei che ha sempre poppato solo per mangiare, mai come coccola, quindi spesso il pomeriggio quando tornavo non voleva saperne perchè aveva mangiato lo yogurt. Mi è dispiaciuto moltissimo 😦 E quel momento solo nostro mi manca tanto.

    Baci,
    Rossella

  2. Adesso che sono mamma capisco quanto profondo sia il legame che si instaura con il proprio piccolo con l’allattamento e credo non ci sia niente di più bello ed intimo. Non è un percorso scontato o semplice, ci sono pensieri e preoccupazioni sempre nuovi, ma vedere il proprio cucciolo con il visino soddisfatto dopo una poppata o vedere che ti cerca con insistenza e’ una bellissima dimostrazione d’amore, alla quale, io come mamma,non posso far altro che rispondere con il cuore pieno di amore

  3. cara Enrica! ora che Zeno ha…. faccio i calcoli…. 2 anni e 5 mesi ormai, e io sono nuovamente incinta, si sono stranamente messi a tacere tutti i commenti che fino a qualche mese fa imperversavano sul mio allattarlo “ancora” …..gliel’hanno data su!!! 🙂

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