Ostetriche cattive e pretenziose?

Ma che stronza! Ma guarda tu se devi comportarsi cosi’! Ma ti sembra? Ma non é possibile?

ahi!

Vieni qui! Dammi qualcosa, che non sto bene! Ma guarda, non si gira! Amore, é possibile che stai li impalato e non fai niente? Io sono tua moglie e tuo figlio sta per nascere, vuoi muoverti per favore ed aiutarmi? Vai subito a dire a quella lavativa di venire qui e farmi star meglio perche’ io non ne posso piu’!

Non é forse cosi’? L’ostetrica (oltre al marito) non é il capro espiatorio, l’oggetto degli sfoghi e la persona da prendere di mira per ogni lamentela? La cattivona che ti lascia li e ti dice “aspettiamo”, “datti tempo”. La menefreghista che non vuole visitarti perché sa benissimo cosa significa sottoporsi ad una visita ogni ora. La lavativa che ruba il posto di altri girando nel corridoio o stando in disparte in sala parto per lasciarvi nell’intimita’ famigliare. La sadica che quando chiedi aiuto ti dice “schhhhhhhh, stai calma tesoro, respira”.

Non é cosi? 🙂

Poi i racconti del post sono tremendi, sembrano vicisitudini alla Jack Sparrow. “Ho dovuto far tutto da sola, nessuno mi ha aiutata! Quella la’ stava li e mi teneva la mano! Ma cosa me ne faccio io di un massaggio del cavolo e del suo coraggio? Avevo bisogno di aiuto! Vatti a fidare delle professioniste! Non hanno voglia di fare niente ecco come stanno le cose!”

Mai sentito dire? Io parecchie volte.

Un capro espiatorio su cui si vomitano colpe e doveri non compiuti, bisogno non riconosciuti e poca partecipazione. Ora che caratterialmente ci si possa trovare bene o male con la persona che si accompagna é vero, ma questo succede ovunque, anche dal panettiere! Se chiedi due baguette e questo ti guarda con gli occhi sgranati come per dirti “ammazza quanto maggni” senza sapere che magari hai invitati, ti viene anche da dirli, “fatti mo’ i cavoletti tuoi” ; no? Basta davvero poco per trovarsi in sintonia con qualcuno: ma per mettersi in una buona condizione di partenza bisogna sapersi mettere in ascolto.

E se invece di una persona che accompagna dandoci in mano la situazione, facendoci sentire padrone degli eventi e in grado di controllarli, avessimo una operazionalista pura e semplice?

Entri: ah buongiorno! – ho le contrazioni. – -Venga. – -Bene si sieda.- – Visita in corso.- -0 Chiamo l’anestesista. – -Perche’? Vuole patire male? – -O_O (occhi sbarrati) Ok. – -Ora le metto la flebo- -Perche’?- -si rilassi- -bene andiamo in sala parto- non sento niente- -lei spinga- -ma come- -spinga- -é maschio, tanti auguri-

Piaciuto?

Oh, ma ti ha aiutato!!!!!! Questa persona qui ti ha aiutato davvero eh?

Cosa si va cercando? Le risposte non son da cercare in chi desidera accompagnarci e darci la consapevolezza di essere capaci di dare la vita in modo naturale e piacevole, ma in noi stesse. Le strade si incrociano per il momento della nascita, ma in un piccolo momento, tu invece con te ci vivi tutti i giorni e dentro hai le risposte per tante domande.

Poi ovvio, quella che definisci lavativa, cattiva e menefreghista che vede tante parolone gratuite passare sotto il suo naso, prima o poi potra’ pur dire: senti, non é che ho la bacchetta magica o l’elisir del parto veloce ed indolore in tasca. Ti sto tenendo la mano per darti fiducia, il parto é tuo, mica mio!

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2 thoughts on “Ostetriche cattive e pretenziose?

  1. Eheh mai contente certe persone.
    Al mio secondo parto l’ostetrica fino alla fase espulsiva stava seduta e io mi chiedevo come mai non controllasse la dilatazione come invece con il primo parto era successo.
    Mi ha lasciata libera di gestirmi e di questo ne sono contenta.

    Ma d’altronde il parto è nostro: più che star vicine a controllare che tutto vada bene che dovrebbero fare?

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