Lasciarsi stupire…una nuova avventura

Il primo giorno di scuola é un misto di emozioni, e mi limito a dire misto perché una ad uan non saprei e non potrei descriverle.

La cacarelle da esame che all’universita’ accompagnava fedelmente ogni mattino ICS prima dell’orale torna a bussare alla porta, mazza che paura.

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Si, paura di lasciare la tua cosina piccola, quella tascabile che ti somiglia tanto, nelle mani di qualcuno che non hai mai visto in volto e che appena sai come si chiama di nome (giusto per non essere troppo generosi di informazioni, i belgi in questo sono piuttosto stitici e noiosi)

Paura che possa sentirsi abbandonata e che possa cercarmi insistentemente, paura che si senta sola, paura che possa non essere capita: grazie a Dio pipi’ e cacca sono internazionali! (anche se dire cacca’ con l’ultima a accentata mi fa una rabbia tremenda). Nonostante ormai in casa si mischino parole per agevolare la comunicazioni degli gnomi nella societa’ la mia fiducia sul fatto che al momento del “mi scappa” avrebbe detto “Marie, toilette!” era davvero bassa.

Ma forse mi sbagliavo.Intanto ero riuscita a svegliarla ad un orario decente nonostanto la sera prima fossimo ritornati da un viaggio in aereo stancante, la vedevo arzilla, pimpante.

Io dal mio canto, e qui elogi ed ovazioni per me, avevo gia’ bello che preparato zainetto merenda (che poi non seriviva, vabbé, dettagli) e i vestiti da infilarle mentre in dormiveglia si alzava da letto.

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L’ho shecherata un po’, caricata a dovere e gasata come un’acqua brillante.

“Uau il primo giorno! Sai che bello! Uau, quanti amici! Uau uau uau”

Non é che riuscissi poi a spicciare tanto. Mi guardava e rideva, tranquilla.

La saluto mentre si avvia con papa’ alla scuola, la vedo andare verso una nuova avventura che speravo tanto potesse iniziare con il piede giusto.

Anche se dovevo andarla a prendere dopo due ore e mezza mi ero iniziata a vestire, avevo gia’ cambiato anche il piccolo e tutto in casa era fatto. Squilla il telefono, sono loro, dal vivavoce mi chiama per dirmi che sono nel traffico con papa’ e mi fa sentire come canta bene la canzone testimone del Papete2008. (Una grande). Rischiavo di partire direttamente dietro loro, mi calmo. Il piccolo cerca la sorella dietro ogni angolo, sotto le pedane, nel frigo, ovunque. La chiama e la cerca, non si sono mai separati e nonostante fosse partita da cosi’ poco tempo lo vedo stranito.

Arrancando arrivano le undici e appena mi avvicino alla cancellata della scuola vedo una stupenda Hamaidiana a pois giocare serena nella sabbia. Niente di piu’ fresco poteva esserci per i miei polmoni. Aria pura.

Stupore, meraviglia e …udite udite… Marie toilette detto!

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