La scuola Addams. Primi giorni per Mercoledi’

Abbiamo iniziato l’asilo.

Oddio.

Un parto plurigemellare con travaglio fotonico ed anticipato in corridoio ad agosto. Una difficolta’ incredibile trovare una scuola decente. Si decente.

“Ah, ma non abiti in nord Europa?”

“Ehm, si, ma non tutte le cacche puzzano uguale veh?” questo vuol dire brillantemente che non tutto deve esser preso per olo colato e io non osavo credere ai miei occhi quando ho ispezionato invece che classi, pochi metri quadrati ipersgarrupati e pieni di monnezza. Ma veramente.IMG_20130924_095635

A pochi giorni dall’inizio della scuola ancora ero in giro per la citta’, da capo a capo, girovagando per mattine intere bussando a tutte le segreterie che trovavo aperte con la speranza di trovare un posto decente. La nostra funesta e rocambolesca esperienza precedente é meglio seppellirla sotto terra. Maestre stitiche d’affetto, rigide come se avessero ingoiato il manico di una scopa, per non dire altro, impedite come se non avessero mai avuto a che fare con i bambini; cioe’ le vedevi abbandonare la classe alle 8 di mattina durante l’ora di sorveglianza per pippare una sigaretta in santa pace dietro la porta. Boh.

Tutto questo in un ambiente molto, come dire, molto, ehm, mh mh, molto scghifoso. Tre giochi in croce, acqua corrente senza lavandino, si proprio cosi; un rubinetto usciva dal muro, come un quadro, messo li quasi per inutilita’ massima, sotto un secchio sponsorizzato dal consorzio di zona, di quelli che usava mio nonno per annaffiare l’orto.

Uno spazio di tre metri per due in venti. Tutto li. Eppoi se fosse per il contorno, chiudi un occhio, ma santa pazienza proprio tutte streghe dovevano essere ste qui?

Niente, non fa per noi, la piccola non ci andava volentieri e io ce la portavo col mal di pancia. Change please!

Una botta di fortuna, una coincidenza spietata (suocera in visita): telefono, hanno posto: “Ma vieniiiiiiiiiiii, a sakatoooooooo” Ricevo un appuntamento per poche ore dopo, avevo qualcuno che poteva aiutarmi con i bimbi e mio marito era in viaggio di ritorno. Si va!

Sancho Panza pelato e in versione Nordica mi aspetta per spiegarmi e presentare la pedagogia scolastica, di cui poi vi parlero’; che gentilezza! Il preside sicuramente aveva una preferenza per il fondoschiena di mio marito, io lo adoro. Cortese, calmo, preciso, comunicativo al massimo. Avrei proprio voluto abbracciarlo, o almeno avrei voluto l’avesse fatto il marito ma eravamo nuovi di presentazioni, dai, nun se fa!

Entriamo nelle classi, sembrano in ordine, decenti ecco! Eppoi quei waterini minuscoli mi piacciono un sacco! (alla prima le turche non si potevano guardare) Quando ho esultato davanti al bagno Etienne mi ha guardato un pochino torvo, ma son sottigliezze…poi gli ho fatto l’occhiolino dai!

Beh, ero troppo curiosa dell’inizio, di vedere come sarebbe andata li, tante aspettative. Annessi e connessi ansia e trepidazioni notturne ma porca miseria, una volta che si incrocia decentemente qualcosa non poteva che andare bene!

“L’institutrice s’appelle Nadine!” mi dice Sancho pelato (ups), Etienne

IMG-20130910-WA0010Sara’ brutto “istitutrice”? Non vi pare di aver davanti la Sig.ina Rottermeyer con quegli occhialini minuscoli a gatto e quel cavolo di chignon che ancora non ho capito se era posticcio o suo veramente?

Va bhe, la chiamero’ per nome altrimenti non ci sarei saltata fuori: tutti i giorni: “Bonjour Madame l’institutrice!” No non puo’ andare, nodicerto!

Questo succede il venerdi’ pomeriggio, alle sette di sera. Esco e trovo i piccoli che fanno i giochi con la nonna, avrebbero voluto insabbiarla fino al collo, lo so, ma erano stanchi quel pomeriggio. Mia suocera mi guarda dicendo: “Anche no, eh?”

In effetti lo scalone di marmo NERO con i mezzobusti degli antenati del proprietario della villa adibita ora a scuola facevano arricciare i peli del naso, tetra, scura, con dei ragni che ancora portavano in testa l’elmetto del dopoguerra. Tedeschi, con il chiodo sopra. Muri scrostati qua e la, finestre cigolanti, ma ragazzi, Etienne aveva fatto colpo. Ho anche lasciato passare in secondo piano l’aspetto Famiglia Addams che le mille guglie appuntite del tetto danno alla struttura…mi aspettavo Lerch ad aprire la porta e avrei invece trovato fighissimo il campanello che urla! Lo volevo!

Ci trovo’ lavorare sopra, intanto ho rassicurato la nonna, poi chiedero’ un uscere/bidello con due chiodi nelle tempie. Figo pero’.

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