La selezione naturale, e le P.pp.

Una cosa ho chiara: la selezione naturale ai belgi gli fa un p.pp.

Chiaro?

Acqua a catinelle, vento gelido, pozzanghere che neanche nell’incotro di calcio scapoli contro ammogliati di Fantozzi, moccoli verdi e collosi, niente li ferma.

Quando é l’ora della ricreazione si esce, sempre.

Piove? Ti bagnerai.C’é un vento dell’altro mondo? Metti qualche giarone nelle scarpe, faranno da zavorra.
Si gela? Corri, ti scaldi!
Ci sono le pozzanghere? Dai, su, imita PeppaPig, non succede niente, se ci vai dentro fino alle orecchie impari anche a nuotare.
Sei raffreddato e smoccoli catarri dai mille colori? Fatti tuoi.

peppa-e-george-giocano-con-le-pozzanghere

Alla mia domanda, “Oggi non ho messo gli scarponcini in gomma alla bimba, mettono brutto fino a sera… starete in classe immagino, no?”  No, ti sembra? Io pensavo di fare una domanda retorica! Ovvia, scontata.

“No, no, si esce!”

Rimango muta, occhi fissi, una lenta connessione cerebrale mi fa capire che era ora ti togliere il sorrisino da domanda scema e che avrei potuto rispondere. Si, ma cosa?

“Ah”

Oltretutto venivamo da giorni di febbrone pesante, di quelli da equini, e gli strascichi erano ancora evidenti; devo dire che la cosa mi scocciava. Pero’ li per li mi sono detta ed autoconvinta che ben coperta non sarebbe successo nulla, in fondo sarebbe stato solo per un’ora o poco piu’. Avevo anche messo nell’attaccapanni la sciarpa, quindi ero tutto sommato tranquilla; insomma, sapevo di ritrovare mia figlia viva!

Saluto, mi rivesto, sistemo l’altro figlio e faccio per uscire quando una testa biondina mi passa sotto il naso a razzo. Louth un compagno della little princess fuggiva scalzo di qua e di la. Guardo lui, mi guardo alle spalle e tutt’attorno. Situazione tipo: due adulti che parlottano e ridono palesemente sotto i baffi tenendosi una mano davanti la bocca (odio), l’istitutrice (maestra per me, e per gli amici) e lui, sto puffo con bomberino da spedizione sull’Everest e piedi al vento. Vedendo che continuava a zampettare gli chiedo dove fossere le sue scarpe; lui mi guarda serio e in effetti c’aveva poi ragione, gli ho parlato francese e ho saputo che é tedesco, va beh, bypassiamo. Quindi viste le mie doti d’auanagana gli mimo la cosa. Niente, non pervenuto. Getto la spugna bassando la palla ad una delle donne ridoline in corridoio che in tutta risposta serenamente mi zittisce dicendo “Fuori c’é la sabbia e stamattina é arrivato cosi’, dice che non vuole mettere le scarpe”.

Bene, questa tizia era la zia, che all’entrata del cancello ha tolto le scarpine al nipote perché lui lo chiedeva: con un freddo da geloni ai piedi, vento vigliacco e pioggia.

Spippola lui ma scema integrale lei.

Torno a riprenderla dopo pranzo, erano ancora tutti seduti ai tavoli, lei orgogliosissima del suo pranzo rideva felice con le sue compagne taroccando qualcosa in non so quale miscuglio di lingue (ma la cosa magnifica é che solo loro si capiscono!), accanto a  testa china il capellone biondo che con una precisione certosina era li che si spippiolava fra le dita dei piedi la sabbia.

Noi italici, abituati all’autunno tiepido e senza brina ancora alle 10 di mattina, non abbiamo il fisico. Mancopégnente. Credo. E voi?

Mi dovro’ abiutare a pensare, beh finché non muore, perché questa é Spartaaaaaaa

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One thought on “La selezione naturale, e le P.pp.

  1. Bé nemmeno loro ce l’hanno il fisico, e non è perché si smoccolano professionamente sui nostri pargoli, che i pargoli nordici sono meno malati. Tutto un savoir faire di smoccolamento !!
    Silvia

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