Alcune cose che non capisco degli uomini.

L’UNIverso maschile é davvero un mondo arido, sconosciuto,  incolto, ma molto semplice.

Qualcuno per favore mi spieghi come mai ad ogni richiesta LORO hanno sempre tre possibili soluzioni che adottano a ruota dando il meglio di loro stessi. Una tragedia comica da non perdere in prima serata.

Donna: porti fuori la spazzatura tu?

Uomo:

a) si finge malato

b) ti risponde con ” come dici?”  (se vabbé ho gia’ capito)

c) ti chiede di copulare

 

Donna: cambi tu il pannolino a T.?

Uomo:

a) si finge morto

b) ti risponde con ” scusa tesoro, non ho capito, come dici?”  (naaaa ma ancora????)

c) ti sistema i capelli dietro le orecchie dicendoti “come sei bella tesoro stasera!”

 

Donna: mi aiuti ad apparecchiare?

Uomo:

a) simula un’artrite calcificata alle dita mignolo indice e medio

b) si fa un squillo con il cellulare che nasconde in tasca sul telefono di casa “Vado io caraaaa!”

c) si finge inappetente

 

Donna: puoi parlare tu due minuti a mia madre al telefono mentre mi asciugo i capelli

Uomo:

a) simula un attacco cardiaco

b) idem

c) idem

 

Donna: stasera siamo a cena dei miei. Andiamo, vero? (che piu’ che una domanda é un’intimidazione)1

Uomo:

a) finge un caghetto fulminante

b) simula una gastrite isterica

c) si finge invisibile dietro una colonna della cucina

 

Quindi….?

Avete soluzioni?

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18 thoughts on “Alcune cose che non capisco degli uomini.

  1. non sono tutti cosi poi basta rispondere a tono Se lui ha un attacco cardiaco io ho un attacco acuto di colite Se lui non ci sente ,io urlo più forte Dopo 54 anni di vita in comune si impara a trattarli fidatevi!!!!

  2. L’unica cosa che ci resta da fare e’ decidere anche per loro…poi è inutile che ci accusino di essere delle despote…ci hanno costrette loro!

  3. Oppure all’invito di mettere i LORO panni sporchi nel cesto della biancheria, ti rispondono:
    a) guardano sconsolati il pavimento, dicendoti che hanno perso più di un anno per addestrare calzini e mutande ad entrare da soli nel cesto, ma questi non hanno ancora imparato!
    b) ti rispondono che lo hanno già fatto anche ieri…
    c) simulano un attacco di sciatica fulminante
    Cosa dici è così anche da quelle parti?

  4. Oppure all’invito di mettere i LORO panni sporchi nel cesto della biancheria, ti rispondono:
    a) guardano sconsolati il pavimento, dicendoti che hanno perso più di
    un anno per addestrare calzini e mutande ad entrare da soli nel cesto, ma questi non hanno ancora imparato!
    b) ti rispondono che lo hanno già fatto anche ieri…
    c) simulano un attacco di sciatica fulminante

    Cosa dici è così anche da quelle parti?

  5. Scusa Enrica mi è partito due volte il commento ma non riesco più a cancellarlo, riesci tu per evitare di fare la figura della rinco? Grazie Simo

    1. Ma fa GNENTE! 🙂 si si funziona cosi’, oppure si fingono mutilati per preparare la cena, non parliamo poi delle faccende domestiche, per quelle interpretazioni avvisiamo Hollywood!

      1. Tranquillissima, non ci torneró piú.
        Hai detto bene: si atteggia a number one e a me le number one , super-mamme ( io ne ho solo tre di figli) che hanno sempre da insegnare qualcosa a qualcuno, dall’alto del privilegio di essere ingegnere sceglie di fare la mamma e non si rende conto che é appunto un privilegio…..mi sono insopportabili. Molto insopportabili. Quindi tranquilla Cristina, qui non ho nulla da imparare e non ci tornerò, troppi specchi!

      2. Io non ho detto che si atteggia a Number One, non c’è cosa più lontana da Enrica….io ho la fortuna di conoscerla personalmente e ti posso assicurare che non è maestra di nessuno, né si erge a chissà-cosa o chissà-chi….se poi non ti piace quello che scrive, boh, son pareri soggettivi…a me fa sorridere e mi da idee interessanti, non mi fa sentire inferiore a nessuno, ma sai anche sentirsi inferiori è questione personale…adieu!!!!!

  6. Una cosa devo riconoscere ed é stato un mio errore. Il nervosismo scritto sotto questo post ma nato in un altro scritto da Enrica in risposta ad un articolo sulle Mamme imperfette. Articolo ragionevole che descrive “quelle” mamme che dedicando la vita ai propri figli li incatenano in un gioco pericolosissimo. E quelle mamme ci sono, eccome se ci sono. L’articolo non affermava assolutamente che ‘tutte’ le mamme che scelgono questa strada lo siano. La risposta piccata da numer-one multitasking mi ha fatto pensare alla coda di paglia.

    Ma hai ragione, adieu!
    Carla

  7. Ecco, ora le mamme pericolose non sono quelle che picchiano o trascurano, sono quelle che amano troppo. E’ un partito tutto particolare quello, che mi lascia sempre basita.

    1. Probabilmente potrei essere tua madre e mi posso permettere un sorriso a questo commento, che rovescia completamente il senso del mio commento! Ho dedicato energie ed entusiasmo a tre figli e ai bambini maltrattati. Mi sono “sporcata” le mani incontrando gente in difficoltá e ho capito che l’umiltá é il piú prezioso dei doni che possiamo offrire ai nostri figli. Rimango convinta che le madri che “amano troppo” ci sono, sono presuntuose e pericolose. Non é vero che l’amore basta.

  8. Ciao a tutte, ci sono ma siccome é weekend e ho la famiglia in visita mi dedico agli affetti. Come potete vedere non sono il tipo che cancella commenti anche perché credo che tutto sia utile per riflettere sulle proprie potenzialita’ o sbagli. In any case, alcune cose le specifico ed altre le chiedero’. La prima cosa che tengo a specificare é che sono molto contenta mi si sia paragonata alla Miriano, poi, vorrei sottolineare il fatto che di sentirmi una vera privilegiata ne sono iper convinta e questo l’ho sempre detto, scritto e ribadito. Mai avrei potuto fare scelta migliore e sono felice di potermi dedicare a loro. Sempre sostenuto, ma per evincerlo forse bisogna seguire il blog in modo piu’ assiduo. Un’altra cosa che vorrei puntualizzare é che io mi metto fra gli ultimi quindi fra quelli che hanno solo da imparare e lungi da me voler indottrinare altre donne/mamme.
    Della mia vita scolastica e studi ne ho parlato, vero, proprio perché realta’, ma questo non credo risulti un problema per nessuno. Sono convinta che avere una propria vita soddisfacente anche al servizio di una famiglia sia una benedizione!
    Detto questo, non capisco la cosa di paglia e “non é vero che l’amore basta” li proprio non ci arrivo. 🙂 Detto questo grazie mille per lo scambio che sicuramente non potra’ far altro che impreziosire questa bellissima esperienza del blog!
    Enrica

  9. Cara Enrica, mettiamola cosí. Preferisco – in genere- le persone che si interrogano e che se fanno delle scelte sono consapevoli di lasciare qualcosa nella rinuncia alla possibilitá alternativa. Amo le mamme che magari scelgono di lavorare e se sono fortunate fanno un bel lavoro ma sentono che questa scelta ha dei costi: ritmi affannati, si perde qualcosa con i bambini e via discorrendo. Cosí come amo le mamme che scelgono di fare le mamme ma riconoscono che anche questa scelta comporta delle rinunce.
    Ammetto che diffido delle persone monolitiche che non dubitano che continuano a dirsi: che bello, che bello, che bello quello che faccio. E, per quanto mi riguarda, questo vale sia per le donne in carriera che rinunciano ai figli dicendosi che possono vivere tranquillamente senza, oppure quelle che pur avendoli tirano dritte come i panzer ( anche se non ne conosco molte di mamme lavoratrici che non sentano il peso di questi limiti). Ma vale anche per le mamme a tempo pieno senza macchia e senza paura.
    Credo che la vita riesca sempre a darci tanto e a toglierci tanto.
    Permettendomi una cosa che di solito non faccio: possibile che una laurea in ingegneria nel cassetto non lasci qualche piccolo rimpianto? É tutto cosí indolore?
    I conti tornano sempre?
    Ho figli della sua etá, ho scelto il lavoro che mi ha dato e mi da grandissime soddisfazioni eppure é stata una scelta che ha avuto dei costi. L’importante é che saldo sia positivo.
    Chi non ha dubbi mi spaventa.
    E mi creda, l’amore é necessario ma non basta. Per il mio lavoro vedo che la dedizione totale scambiata per amore puó fare danni tanto quanto il disinteresse. E glielo dico con grande convinzione non é la variabile lavoro/non lavoro che rende una mamma una buona mamma.
    Per questo quell’articolo che mi ha portata in questo blog e a cui lei ha risposto con un sarcasmo che mi era parso eccessivo ( per i miei gusti, ovviamente) mi trovava sostanzialmente d’accordo.

    Mi scuso per la lunghezza, spero di essermi spiegata e la saluto con l’affetto degli anni che avanzano e se mi permette le auguro un futuro con qualche dubbio in piú.
    Carla

  10. Perfettamente d’accordo con te. Credo che le monolitiche come dici tu siano finzione pura. Personalmente penso anche che la scrittura di un post possa essere molto soggettiva cosi’ come la lettura e che dipenda dal momento, dal sentimento al momento, della percezione e cosi’ via. Qualcosa che si legge puo sembrare critico se lo si legge in un momento storto oppure incoraggiante in un periodo in cui si cercano speranze. Tutto molto soggettivo. Personalmente io, parlo da Enrica e non da mammerri, che seppur mio ma non mi rispecchia in toto, sono piena di dubbi, soprattutto dopo il trasferimento. Cerco giorno per giorno di prendere con il sorriso quello che mi offre la vita e se posso lo condiviso con le modalita’ di cui dispondo rendendola motivo di condivisione scambio e confronto. Tutto questo fa parte del blog. Ogni scambio, come questo, é per me motivo di crescita e perché no, di domanda e di dubbio. 🙂 Grazie mille
    Enrica

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