Io la odio quella li

Ecco io ho il terrore di entrare in quella stanza. Dio solo sa quanto me la faccia sotto prima di aprire quella porta, ma devo, devo assolutamente farmi forza, caricarmi in spalle le gambe (bah, sara’…) e provare a spingere quella cavolo di maniglia. Se io non fossi l’unico essere vivente ad entrare in quella parte di casa so che potrebbe succedere molto di peggio, tipo inondazioni, temporali improvvisi, terremoti e cali di tensione. Meglio agire.

Ma lei, é li che mi fissa, tutti i giorni. Sempre; un’ossessione.

Esco ed é li, rientro ed é li, mi sposto e mi fischia “oé son qua!”, i miei figli giocano e ci passano davanti, insomma una congiura.

La lavanderia

 

La terribile. Lei, in cui si consumano i drammi piu’ intimi soprattutto verso gli ultimi mesi dell’anno, quelli in cui fai il cambio dell’armadio ascoltando “Eye of the tiger”, quelli in cui i mariti che si fingono calorosi iniziano a tirar fuori maglioncini da mettere sulla camicia al lavoro. In quella stanza si consumano drammi esistenziali interiori molto intesi: imprecazioni fantasiose (anche di classe devo dire), scene da strapparsi i capelli, momenti davvero delicati.

Apri lo sportello e lei ti sputa con infamia per primo un calzino rosso, piccolo, misura mignon, in una lavatrice di abiti bianchi o al massimo che si discostano dal color bianco pallido di un solo quarto di tonalita’. Una tragedia.

Speri con tutto il cuore che almeno il nuovo colore sia uniforme, non a chiazze almeno. (Dai ca__o!)

Si, sembra di si, tutto in regola, molto carine le nuove nouances di rosino pallido, potrei senz’altro proporglieli come nuovo colore autunnale, quello davvero cool che tutti devono avere. E li la mente inizia ad architettare mille e mille soluzioni per poter riciclare in modo saggio lo scempio.

“Ma questo, non mi ricordo fosse di A.”

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Un peso specifico che neanche il piombo per un maglioncino spesso otto dita, tutto in dimensione nana.

Otto maglioncini ristretti, ora, a meno che non porti i miei figli a passare il week end al Circolo Polare Artico li dovro’ eliminare definitivamente.

Ora capite perché ho il terrore di quella Str?

 

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Consolatemi.

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5 thoughts on “Io la odio quella li

  1. Beh…e’ un modo alternativo per rinnovare il guardaroba!
    Certo che quando capita (a me è successo per lo meno due volte) volano un sacco di parolacce, ma ormai è troppo tardi!

  2. Ahhhh ahhh i maglioncini infeltriti, alla fine dell’infame lavaggio hanno un peso specifico tale che potresti usarli come ferma porta in giornate di bora! A casa mia hanno fatto la stessa fine due maglioni e una copertina fatta ai ferri (era diventata una specie di stuoia di cartone pressato)! Tranquilla Enrica succede a casa di tutti! Baci

      1. anche, ecco non ci avevo pensato! vedi, potrei sicuramente sfoderarli alla prima visita in quale citta’ movimentata, o quando attraversiamo Gare du Midi qui a Bruxelles (il bronx del nord)

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