Favole speedy per una buonanotte in pillole: un rituale della nanna con il fiatone.

Spesso i genitori si interrogano su come dare la buonanotte ai bambini: un bagnetto, una bevanda calda, qualche coccola, un mini spettacolo di burattini o una favola.

La lettura rimane sempre il metodo piu’ immediato per conciliare la tranquillita’, per staccare la spina dal ritmo giornaliero e per invocare la lentezza e il sonno. Le favole da poter scegliere non sono di certo poche, la gamma é ampia e i generi pure. Ci si interroga sulla suscettibilita’ e sulle preferenze dei bambini ma ogni tre per due si finisce per raccontare le solite: la fanno da padrone un pesciolino che affronta i mari per i genitori gender free e figli amanti della natura, le principesse per le piccole sognatrici impigiamate e rombi d’auto e gare di velocita’ per maschietti vivaci. L’importante é comunque avere un rituale, che ricorda le stesse azioni, lo stesso incedere. I miei figli sono abitudinari, stesse mosse, stessi orari, stesse parole per momenti precisi. Abitudini che creano rassicurazioni, paletti fissi che si sono venuti a creare in una quotidianita’ piena, ma quelli solo ben evidenti e vogliono lasciarli tali e quali. Fissi insomma.

Anche noi abbiamo il rituale della nanna e, per iniziare a presentare libri in francese, abbiamo comperato un serie di favole animate, molto carine devo dire. Le pagine non sono troppe, i disegni belli colorati ma non spigolosi, duri, insomma dei disegni da bambini, che evocano la bellezza delle forme, dei colori tenui. Una nota positiva per le parole: grandi, ben visibili, chiare.  Tutto questo mi sembra perfettamente in linea con tutto quello che Arianna impara nella sua scuola a pedagogia Decroly, molto interessante e per l’apprendimento della lettura con il “metodo inverso”.

Devo dire pero’ che un leggero amaro in bocca mi é rimasto quando ho letto nel retro, ” 10 min de lecture”.

Ah.

In effetti il racconto é fin troppo stringato, quasi salterino, cioé una Cenerentola che si ritrova sulla carrozza senza che le sorellastre le abbiano strappato il vestito mi sembra fin troppo fast! Cioé, non puo’ essere che si eviti una mescola di malinconia per passare subito al ballo reale! Ho provato a leggerle, ma sono troppo minimal per una come me che arzigogola tutte le parole onomatopeiche e che infila rumori ovunque. Io non volevo una storia troncata.

Ma perché tagliare, limare tempo ed ottimizzare proprio il momento della lettura serale? Come mai, dopo una giornata piena di incastri temporali si deve proprio spaccare il secondo sulla fiaba?

Generalizzando, i ritmi sostenuti delle giornati ci lanciano sulla pista di decollo gia’ alle 7 del mattino cercando di rosicchiare ogni secondo possibile alla suoneria e al piumino. Una colazione frugale, rapida e via nel traffico per arrivare alla meta. Tutto si protrae nelle ore del giorno fino a sera quando la stanchezza, prendendo il sopravvento, ci vuole fra le braccia di Morfeo.  Penso che se non si fosse mai di fretta forse non riusceremmo mai ad ottenere nulla perché la routine vuole orari, scadenze e coincidenze. Organizzazione insomma. A tutto questo pero’ voglio prendere il distacco con il superfluo, cioé tutto cio’ che si potrebbe evitare per scaricarsi di dosso il fardello della corsa quotidiana. Non si puo’ sempre andar di fretta, si deve poter rallentare, o se non altro, mantenere un margine di virata per poter riprendere il controllo del nostro prezioso tempo famigliare.

Forse, vedere con gli occhi di chi gia’ fa della lentezza il proprio live motive una giornata alla rincorsa, non puo’ far altro che obbligare a prendere le distanze da un modello di certo non appartenente ai bambini, i quali non necessitano certamente delle nostra volonta’ di proporre ma della nostra disponibilita’ nel fare con loro.

Una decina di minuti per augurarsi buonanotte, per stare vicini, insieme, forse sono troppo pochi. Troppo pochi se sono visti come l’ultimo step quotidiano per la gestione famigliare. Credo, che se ci si ritrova con l’acqua alla gola alle nove di sera con ancora mille doveri, progetti e piaceri, forse é il caso di rivedere il nostro modo di vivere.

Il senso del piacere cotraddistingue tutto quello che di bello si fa nella vita, forse dovrebbe ribaltare un po’ il punto di vista del “prima il dovere…” e mettere davanti a scadenze ed orari piu’ tempo per trascorrere insieme ai nostri bambini momenti di convivialita’ importanti che nessuno ci ridara’ indietro fra dieci, venti, trenta anni.

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