Autunno

In questi giorni Bruxelles è ventosa. Soleggiata, ma ventosa.

È difficile riuscire a rimanere allo scoperto senza niente che ripari, senza mettersi d’istinto dietro ad un muro che protegge e taglia un po’ le forti raffiche.

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Tutto sommato però quado il tempo è grigio io mi gongolo. Anzi, mi gongolo moltissimo.
I termosifoni cominciano a scaldare, le gocce sbattono contro i vetri altissimi e le foglie degli alberi difronte si attorcigliano senza fare rumore. Da qui dentro sono solo una spettatrice.
Quindi mi siedo in divano e abbraccio i miei bambini.

Mi tornano in mente le serate italiane, quelle in cui mio padre arrivava dalla banca in bicicletta con i baffi freddi e pieni di brina ed un sacchetto con le patate dolci dentro. Arrivava fino in camera dove stavo ancora studiando probabilmente analisi matematica o fisica (oddio) e mi sventolava stando sulla porta il sacchetto. Già sapevo.
Poi mi baciava e io da figlia schizzinosa mi pulivo dalle gocce di brina.

Dopo qualche minuto ero in cucina, mi sedevo sulla panca della stufa di maiolica e mi riscaldavo le ossa fino a sentire la schiena bruciare.

Mi tornano in mente le serate che trascorrevo da bambini aspettando le tigelle del sabato sera, quelle erano un vero must. Un appuntamento fisso. La serata che aspettavo, da buongustaia,una settimana per l’altra. Dopo un pomeriggio passato a correre nel campo parrocchiale finivo per scaldarmi dai miei nonni e poi a casa, per le tigelle.
Mia madre impastava per tempo, io le restavo vicino per guardare e la ascoltavo dire “Guarda bene così impari e quando sarai grande le farai anche tu ai tuoi bimbi”.
Dopo la cena ci si sedeva tutti quanti in divano, io ero nel mezzo esattamente fra un cuscino e l’altro e mia sorella da un lato.

Con queste giornate grigie mi tornano in mente le luci del paese e la bellezza di Modena illuminata. Camminare per via Emilia fino a Piazza Grande era una magia.
Poi una sosta alla pasticceria più famosa, ancora tante vetrine da guardare e mille odori da  sentire. In ogni piazzetta un mercatino dell’artigianato dava colore al centro e io non perdevo occasione di raccogliere biglietti da visita.

I ricordi belli restano per sempre e l’autunno me li riporta in superficie, anche a 1000 km di distanza.

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2 thoughts on “Autunno

  1. Tesoro. Leggo e sorrido. Gli occhi ed il cuore guardano nella stessa direzione … Ti giro qualche foto del nostro strano autunno. Un abbraccio tot nunantlan.

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