Whatsapp il bugiardo

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A chi interessasse ero qui.

Sono andata in un locale, sabato pomeriggio, in centro a Bruxelles. Molto carino, molto ben arredato, musica piacevole, uno spazio per i bambini e cuscini pouffosi ovunque. La giornata era delle migliori per farsi una passeggiata all’aria aperta eppure il locale era gremito. C’ero anche io, vero, ma avevo un appuntamento REALE, con persone che ho baciato, con cui ho parlato, bevuto qualcosa e parlato per ore.
Attorno a noi tante persone stavano ripiegate su loro stesse picchiettando Tablet che il locale offre in dotazione. Tutti in silenzio con dita mobili. Peggio del peggio alcune coppie entrate mano nella mano hanno continuato il pomeriggio in duo con il proprio iPad.
Ci ho pensato.
Mi rendo conto che scrivere, nonostante possa fregare più tempo rispetto ad una telefonata, venga più facile.
Whatsapp, per dirne uno, é un metodo easy e smart per comunicare con chiunque, e lo puoi fare dove e quando vuoi.
Si, perché se vai in bagno con il telefono ed una chiamata in corso devi troncare, invece ora puoi continuare a scrivere. Prima dell’arrivo di queste comodità salva (o frega) tempo si restava sulla ciambella a leggere le etichette dei prodotti da bagno fino a farsi diventare il sotto coscia bordeaux, ora si digita.

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Café Presse Leopold, il luogo del ritrovo

Si resta connessi sul virtuale  quel che basta per avere uno schema mentale di cos’é successo nel mondo reale.
Prima di tirare lo scarico si scaricano le mail e tutto é in fila.

E cosi’ se il reale non é raggiungibile, anche il remoto parlato viene soppiantato da uno scritto più immediato ma cento volte più bugiardo: “sto bene –> stai da merda, sono al supermercato che mi ammazzo di spesa –> sei allo stadio, sono in banca –>sei al cesso, sentiamoci dopo che sono con una persona –>stai per addentare pop corn e film”.
Credo stia scemando in modo generalizzato la voglia di parlarsi, il desiderio di sentire la voce dell’altro, di confrontarsi a parole e con queste anche la capacità di portare avanti un dibattito o colloquio che sia. Si scrive, e senza accorgersene ci si lega le mani, anzi no quelle no , ma la volontà di muovere un passo oltre si. Quella si.

Forse basterebbe rendere schiavo il bisogno e non viceversa, servirsi di un mezzo per raggiungere l’irraggiungibile.

Pero’, nonostante lo dica da utilizzatrice cibernetica, ogni tanto anche spedire una lettera é bello.

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2 thoughts on “Whatsapp il bugiardo

  1. L’assurdo di whattapp è che mentre si è con qualcuno si chatta con qualcun altro e quando sei con quel qualcun altro chatti con qualcuno. Forse sarebbe il caso di essere più presenti e chiudere lo smartphone

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